Thriller gratis numero 7: Burlesque

Thriller gratis numero 7: Burlesque

Disegno di copertina di Lorenzo Fabio Mari

Un thriller psicologico a puzzle, che si comprende solo alla fine. Coinvolgente e sorprendente. Questo è il thriller gratis numero 7: Burlesque, di Marcello Orbiglioli. Un mix di suspense e dramma, nella parole di questo autore. Buona lettura!
 

Burlesque

TITOLO: BURLESQUE

AUTORE: Marcello Orbiglioli

NUMERO BATTUTE: 3.178

GENERE: PSYCHOTHRILLER

 

Le scale scendono verso l’oscurità. Sembrano quelle della metropolitana. A cadenza regolare un pianerottolo rompe la ripida discesa.

Miss Mold piange terrorizzata, mentre mezza nuda scende i gradini incespicando nei suoi stessi piedi.

Miss Mold è solita presentarsi come una ballerina, alla gente che le chiede che lavoro fa.

In verità è una bella spogliarellista che ama il burlesque. I suoi clienti la guardano esibirsi poi pagano per del sesso.

Ora indossa il corpetto nero e le calze a rete del suo spettacolo. Ha il corpo coperto di graffi e di lividi che le fanno un male cane, ma continua a scappare. Qualcuno la insegue. Le scale sono poco illuminate e lui rimane nascosto nel buio, ma è lì e non la molla un attimo.

Lei continua a scappare scendendo quei maledetti gradini freddi e duri. I piedi nudi le pulsano di dolore. Non può fermarsi, lui sta giocando con lei e aspetta solo che si fermi e che riprenda fiato. È in quei momenti che lui la taglia, la picchia. Vuole ucciderla. E’ stata la prima cosa che le ha detto quando l’ha incontrato “Ti voglio uccidere” solo questo ha detto, poi ha cominciato a prenderla a botte.

“Queste maledette scale non finiscono mai”. Pensa la ragazza disperata, continuando a scendere senza fermarsi.

Le luci al neon lampeggiano, molte sono fulminate. La sporcizia, la polvere, le ragnatele sul corrimano sono segni inequivocabili che quel luogo non è molto frequentato. Si è messa in trappola da sola. Miss Mold sente ridere il suo carnefice.

Una voce distorta da un autoparlante, forse una pubblicità, le dà speranza.

“Questo posto è ancora frequentato. Forse alla fine di queste scale c’è una stazione metropolitana. Lì ci sarà una guardia, qualcuno della sicurezza che mi può aiutare” pensa miss Mold mentre scende le scale.

Con le sue ultime forze cerca di seminare il suo aggressore. Lui ride e affretta il passo.

Altre luci lampeggiano accecandola. È stanca, le fa male la testa. Anche se corre le viene il desiderio di fermarsi, di farla finita. Tanto la sua vita da prostituta quanto può valere? Poi si ricorda di suo padre. Prima di morire le diceva sempre che aveva grandi progetti per lei. Poi si ricorda del suo gatto, come può lasciarlo solo? Miss Mold continua a correre.

Le forze la stanno abbandonando. La voce all’autoparlante sembra chiamarla. Le luci si fanno più intense, più calde. Sta per svenire. Lui la ucciderà. Se cade o sviene, se si ferma, lui la ucciderà.

L’ispettore di polizia sbatte un pugno sul tavolo della sala degli interrogatori. “Parla, maledetto bastardo!” L’ispettore non si riesce a trattenere e si scaglia su quell’energumeno coperto di sangue che è stato arrestato per il massacro che è avvenuto questa notte al 247 di Fifth Avenue. Dodici vittime, dilaniate e sgozzate come maiali. “Dannato depravato parla!”

Altri due poliziotti intervengono, separando l’ispettore dal maniaco omicida. Il maniaco guarda l’ispettore spaventato a morte. Il grosso maniaco è vestito con un corpetto di pelle nera e delle calze a rete strappate. Sembra una grottesca ballerina di burlesque. L’uomo parla per la prima volta, come se si fosse risvegliato da un incubo.

La sua espressione è cambiata. Ora si comporta come una giovane donna spaventata. Pochi istanti fa sorrideva in silenzio tra il sangue che gli colava dal viso, senza dire una parola. L’unica cosa che ha detto all’ispettore quando l’ha arrestato è stata “Ti voglio uccidere”.

I poliziotti si fermano stupefatti vedendo il cambiamento in quell’assassino. “Aiutatemi lui è qui, mi sta inseguendo, mi vuole uccidere!”

L’ispettore non capisce se li sta prendendo in giro o se è un folle. L’ispettore si riprende, si calma. Con professionalità si rimette a sedere davanti a quella assurdità, studiando il soggetto, poi gli domanda.

“Qual è il tuo nome?”

“Miss Mold” risponde lui.

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