La Sindrome di Tourette e la ricerca della felicità
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La Sindrome di Tourette e la ricerca della felicità

 

Quello che più mi ha aiutato, nella lotta ai disturbi della Sindrome di Tourette è la voglia di ricercare la felicità. E ora, studi scientifici, dimostrano che non è solo un desiderio normale, ma anche salutare.

Quindi: ricerca sempre la felicità e sconfiggi i tuoi disturbi rieducando il sistema nervoso. Ora ti spiego perché ti conviene e perché questa è la spinta giusta per affrontare i momenti più difficili.

Come scriveva Paul Claudel, “La felicità non è il fine, ma il mezzo della vita“. La felicità è ciò che ci permette di affrontare gli inevitabili mille problemi che la vita ci pone dinanzi. Tra cui quelli derivanti dalla Tourette, per noi.

Ma essere felici conviene solo perché ci si sente meglio?

No, conviene anche perché fa bene alla salute. Gli studi di Barbara Frdickson, dell’Università del North Carolina, hanno dimostrato come la felicità abbia anche un ruolo “riparatore”. La ricercatrice ha sottoposto dei volontari a forte stress. Dopodiché, ad alcuni ha mostrato film che scatenavano emozioni piacevoli e ad altri film che scatenavano emozioni negative.

Questi studi hanno dimostrato che i film “positivi”, chiamiamoli così, erano in grado di ripristinare il ritmo cardiaco nelle persone stressate e di migliorare il loro stato di salute generale. Non solo. Il team ha scoperto che la felicità permette di ragionare meglio, prendere decisioni più accurate e accrescere la creatività.

Ma come generare felicità?

La felicità non nasce mai dall’ozio, o da azioni passive come guardare la TV. Come asserisce lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi, la felicità arriva nel momento in cui ci immergiamo completamente in qualcosa che ci dà piacere e che richiede un certo coinvolgimento: leggere, scrivere, fare bricolage, fare sport, discutere con persone che si stimano…

Gli studi degli psicologi USA Killingsworth e Gilbert hanno dimostrato che più prestiamo attenzione a ciò che facciamo, più stiamo bene con noi stessi. Al contrario, come spesso accade a noi tourettici, rimuginare e  allontanarsi con la mente dalla realtà che ci circonda per andare verso pensieri negativi, ci distanzia dalla felicità e genera sensazioni emotive negative.

A quanto pare, dunque, integrare gli esercizi neuroriabilitativi con sessioni di meditazione fatta bene può aiutare notevolmente. Con me ha funzionato alla grande, senza dubbio. Personalmente, mi ha aiutato molto la filosofia taoista, in tal senso. In particolare, mi sento di consigliare 2 libri: Il TAO, la via dell’acqua che scorre e Pratiche spirituali dei ninja. Quest’ultimo, a discapito del nome da fumetto nipponico anni ’80, è un libro molto ben fatto che poco ha a che vedere con i leggendari guerrieri dell’ombra giapponesi.

Molto utile è anche la meditazione mindfullness. Se anche voi l’avete provata, fateci sapere nei commenti com’è andata.

Ma ci sono esercizi per stimolare la felicità? Sì, eccone alcuni che ti posso consigliare:

  • Prendere coscienza dei momenti positivi di ogni giornata, anche piccoli. Fermati e riflettici su, goditeli. Magari scrivili.
  • Accettare le difficoltà, fanno parte della vita, non c’è nulla di anomalo o di avverso in tutto ciò.
  • Impegnarsi in attività che richiedono la nostra attenzione, come detto su.
  • Svolgere attività di gruppo che facciano bene a te e agli altri, circondandoti di persone con i tuoi stessi interessi e valori.
  • Concederti quanto più possibile un contatto diretto con la natura, magari ogni settimana.
  • Prendere coscienza della tua sana respirazione, più volte durante la giornata.

Per concludere, la felicità non sta nel vedere la vita rosa, ma nel guardarla nella sua interezza, nel suo complesso e nelle sue diversità. Come diceva Albert Camus in “Il diritto e il rovescio”: Non desidero più essere felice, ma essere consapevole.

Ho dedicato anche un sito, al vivere felice! 🙂

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