Sindrome di Tourette e tempo: curare il mal di velocità

Sindrome di Tourette e tempo: curare il mal di velocità

 

Nel dicembre 2013 sono stato vittima di un brutto incidente stradale, dopo che un tizio mi ha tagliato la strada. “Quindi?” dirai, “che c’entra con la Sindrome di Tourette e con il tempo?”. C’entra, perché i danni subìti alla mano sinistra mi hanno costretto, per 4 lunghi mesi, a usare solo la mano destra. E, ovviamente, a rallentare i miei ritmi di vita.

Se non avessi vissuto questa situazione, probabilmente non avrei mai scoperto quanto potesse essere importante rallentare i ritmi. Non avrei mai detto “stop” alla mia corsa tourettica contro il tempo.

Così, ho deciso di trasformare tutto ciò in uno stile di vita. Il mio nuovo stile di vita. Con grandi benefici, non solo per la Tourette. Ora te ne parlo.

 

Tourette e tempi moderni

Proprio al pari di quanto mostrava il grande Chaplin nel suo visionario ultimo film muto, i tempi moderni ci hanno spinto sempre più all’interno di un pericoloso vortice fatto di ritmi frenetici e routine. Siamo arrivati a considerare “prezioso” il tempo (anche nelle nostre espressioni verbali, il tempo è denaro) e a vederlo come una risorsa limitata. Ma anche come un valore.

Oggi, se non sei “smart”, “reattivo”, “multitasking” e tutte quelle belle parole che amano soprattutto i manager, sei “out”. Se non cogli un concetto al volo e se non hai una risposta pronta per tutto sei “sfigato” o “ritardato”. Insomma, gli insulti non mancano per chi è portato a (o sceglie di) vivere una vita più calma, magari concedendosi momenti di distrazione e introspezione.

Bisogna lavorare e produrre sempre di più, non c’è tempo per giocare o riflettere. Ma siamo sicuri che sia giusto, tutto ciò?

 

I danni della velocità

Sono tantissimi gli studi che dimostrano come la pressione del tempo e il lavoro svolto in fretta ostacolino in maniera significativa i lavori intellettuali e creativi. Io stesso ho sperimentato questa brutta sensazione in mille occasioni, da quando mi metto a scrivere libri o racconti perché “devo terminarli entro la data X”, a quando provo a leggere di fretta o a guardare un film con il pensiero che, però, devo terminare un lavoro.

Terribile!

Ma succede a chiunque, durante il giorno. Succede quando decidi di guardare subito chi è che ti ha scritto un messaggio mentre stai parlando con i tuoi amici, oppure mentre sei su Amazon, leggi un “compra subito, offerta in scadenza” e compri, o quando siedi a tavola e ingurgiti qualsiasi cosa al volo, per finire quanto prima (in stile fast food… e già il nome dice tutto), anziché goderti il piacere del cibo.

In noi tourettici, poi, questa accelerazione porta a generare comportamenti compulsivi, ad accelerare il nostro già alto ritmo di vita, a disturbare il sonno e così via. Ma perché lo facciamo, allora?

Ma perché ci facciamo del male?

Una spiegazione è che l’accelerazione attiva i neuroni dopaminergici, quelli che hanno a che fare con la tanto famosa (soprattutto per noi tourettici) dopamina: il neurotrasmettitore associato al piacere, alla gratificazione, alla dipendenza e la velocità, purtroppo. Crea dipendenza.

Così arriviamo al punto di non rilassarci mai, di non riposare, di perderci momenti per stare lì a non pensare. Ma numerosi studi, ormai, hanno appurato che il dolce far niente (dal sonno ai sogni a occhi aperti) è importantissimo per il nostro cervello, aiuta a riorganizzare i contenuti mentali e a distribuirli in maniera corretta.

Sono diversi i test di laboratorio che hanno dimostrato come alcune persone siano portate naturalmente all’impazienza, all’ottenimento del piacere immediato, mentre altre riescano in modo naturale a ritardare il desiderio di piacere e a riflettere maggiormente. Le prime sono quelle più portate ai danni di cui parlo.

Però c’è una buona notizia.

Se da un lato è vero che l’ambiente può modificare il nostro cervello attraverso ritmi di vita frenetici, comunicazioni istantanee su Web e smartphone o altro, è vero che anche l’addestramento può modificare il nostro modo di pensare e comportarci. Il nostro cervello, a differenza di quanto si pensava anni addietro, è plastico e modellabile negli anni.

 

Come “curare” la Tourette?

Se anche tu soffri del mal di velocità e se questo ha reso anche più aggressiva la tua Tourette, niente panico.

Abbiamo in mano uno strumento molto potente chiamato “memoria di lavoro“. Si tratta di “un’arma” del nostro cervello che ci permette di tenere in mente il nostro obiettivo per un po’ di tempo, prima di raggiungerlo. E, al Karolinksa Institute di Stoccolma hanno dimostrato che 14 ore di addestramento di tale memoria, in 5 settimane, sono state sufficienti per rimodellare il cervello dei volontari.

Cambiamenti reali a livello biochimico: maggiore densità di ricettori dopaminergici e modifiche nella trasmissione della dopamina. In questo modo il cervello diventa più paziente, per così dire, e meno soggetto alle trappole del piacere immediato. Ottimo esercizio per curare ogni tipo di dipendenza, quindi, anche quella dalla velocità.

E anche il tornare a memorizzare “a mente” le informazioni importanti, nelle nostre giornate, non su promemoria, smartphone e così via, aiuta a mantenere viva e attiva la memoria di lavoro, con netti miglioramenti generali. Pensa che, nel 2011, gli psicologi Betsy Sparrow, Daniel Wegner e Henny Liu hanno dato un nome molto indicativo a questo fenomeno sociale di “smemorizzazione”: effetto Google.

La persone tendono a non imparare, a non memorizzare perché “tanto trovo tutto in Rete”. Ecco l’effetto Google.

Ne parlo anche in questo articolo.

 

In conclusione

I benefici di tutto ciò li ho provati sulla mia stessa pelle, come dicevo all’inizio, e ora non rinuncio più al sano equilibrio velocità-lentezza che ho appreso. E ti consiglio di fare altrettanto. Se, poi hai la Sindrome di Tourette, questi princìpi puoi ritrovarli anche in alcuni esercizi usati nelle terapie dei professionisti di Ast-Sit Onlus.

Esercita la tua memoria di lavoro, non cedere subito alle tentazioni, quando non c’è bisogno di urgenza e velocità, goditi la vita, concentrati sul qui ed ora, godi dei tuoi sensi, oppure sogna a occhi aperti e lascia vagare la tua mente. Il tuo stile di vita cambierà radicalmente.

Se io non avessi avuto quell’incidente non avrei modificato così radicalmente il mio stile di vita. Ma tu non hai bisogno di un evento così drammatico per rifletterci su. Ora hai questo articolo da leggere e rileggere. 😉

4 Commenti

  • Cecilia Posted 21 Ottobre 2014 16:58

    Concordo con l’articolo,io ho imparato per quanto possibile a rallentare i ritmi.E’ possibile che la sindrome di Tourette si manifesti solo con comportamenti compulsivi legati al tempo,al fare ed alla fretta?

    • Roberto P. Tartaglia Posted 21 Ottobre 2014 18:22

      Ciao Cecilia,
      no, non è possibile. La Tourette ha basi neurologiche più complesse.
      E anche le sue manifestazioni sono più complesse.

      RT

  • Marco Posted 4 Ottobre 2016 12:03

    Caro Roberto,
    Concordo assolutamente con cio che dici, perche’ la fretta nello svolgere alcune cose comporta un aumento di diversi sintomi. La difficolta talvolta che si ha nel relazionarsi, consapevoli che, al di la del vissuto personale, il manifestarsi di un insieme di inspiegabili ed altrettanto “obsolete” sintomatologie semplici e complesse potrebbe dar luogo a pregiudizi laddove non’è compresa, conosciuta o confusa. E la cosa inevitabilmente ostacola.

    Tuttavia, (parlo per me e per la situazione che sto vivendo) la fretta, nello svolgere compiti potrebbe anche essere causata da elementi esterni, indipendenti dalla volontà personale: svolgere alcuni “compiti” e pretendere alcune cose entro un determinato periodo e’ necessatia (lavorativamente parlando) in quanto, per questioni normative potrebbe comportare l’inevitabile perdita di titoli e certificazioni utili alla propria personale professione, senza contare l’ammontare di spese (poiche ottenute privatamente) e costi di gestione degli stessi. Tutto questo aggraverebbe ulteriormente la situazione sintomatologica.
    Abbraccio.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 4 Ottobre 2016 12:21

      Sì, Marco, è vero. Per questo dobbiamo limitare la fretta a quelle situazioni che la richiedono necessariamente, escludendola altrove, tramite un atteggiamento più sano.

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