Non solo Sindrome di Tourette: lo psichiatra Frances ci dice la verità

Non solo Sindrome di Tourette: lo psichiatra Frances ci dice la verità

 

Mi secca dire “l’avevo già detto”, perché passo per lo spocchioso che se la tira, e non sono assolutamente così. Ma è comunque vero. 🙂

Della correlazione tra Sindrome di Tourette (e ADHD), farmaci e interessi medico-economici ne ho già parlato. Sì.

E ora, sulla rivista “Mente e cervello“, viene pubblicata un’intervista allo psichiatra statunitense Allen Frances. Frances, già coredattore del DSM III e del DSM IV (il DSM è il manuale diagnostico usato dagli psichiatri di tutto il mondo, una sorta di enciclopedia dettagliata delle malattie mentali), ora critica aspramente il DSM V, la nuova versione.

E lo fa con il suo blog e un testo intitolato “Primo, non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie” (qualcosa mi dice d’aver già sentito questo concetto).

Ma vediamo nel dettaglio la questione.

 

Sindrome di Tourette, ADHD sono davvero malattie?

Frances apre l’intervista asserendo che: “Normalità è una di quelle parole che crediamo di capire senza riuscirci”. E ha perfettamente ragione. Chi o cosa decide se qualcuno è malato?

Se si fanno dei tic di troppo si è malati? E se si corre per tutta casa, senza tregua? E se i livelli di colesterolo e trigliceridi sono più alti dei nuovi limiti imposti, ma più bassi di quelli precedenti?

La variabilità della specie contribuisce alla sopravvivenza” continua Frances. “Se ci aspettassimo una popolazione fatta di uguali, medicalizzando il diverso, perderemmo qualcosa di importante”.

Santa miseria! Ce l’abbiamo fatta! Ora non è più un signor nessuno a dirlo, ma un luminare come Frances. Dài che le cose stanno cambiando un po’, dài!

Pensi sia tutto? Macché. Lo psichiatra ci va giù di brutto e avrei voglia di abbracciarlo. Senti qua.

Sul DSM dice: “è vittima del suo stesso successo”. E ancora: “senza contare che le case farmaceutiche l’hanno sfruttato per i loro scopi” generando un’inflazione diagnostica.

Ok, io ci sono andato giù più pesante, supponendo che tra chi redige il DSM e le industrie farmaceutiche ci siano legami fondati su interessi economici. Forse Frances questo non può dirlo, data la sua posizione, ma leggendo le sue parole credo che lo pensi con forza.

Giustamente, fa notare che “spesso dimentichiamo che tracciare il confine tra chi è sano e chi è malato ha ricadute importanti: una diagnosi decide chi verrà sottoposto a una terapia, ma anche chi ha diritto a sussidi, chi può guidare un’auto o adottare un bambino”.

Sull’ADHD, poi, dice: “in questo caso l’aumento di diagnosi ha coinciso con l’arrivo sul mercato di nuovi farmaci per trattare questi disturbi”. Stupore! Sgomento! Ma anche questo mi sembra di averlo già detto… 😉

E aggiunge: “A volte trasformiamo le differenze caratteriali in malattia, invece di investire in attività didattiche o in maggiore disponibilità di insegnanti”. Da aggiungere a quanto ho già spiegato in merito a come comportarsi con la Sindrome di Tourette.

Un passaggio mi ha colpito molto, perché l’ho trovato molto “umano”: “La mia esperienza mi ha insegnato che quando si assegna un’etichetta alle persone è per la vita. Spesso ci dimentichiamo che il DSM5 cambia il modo in cui le persone vengono valutate dagli altri, ma anche il modo in cui vedono se stesse”.

Più volte ho parlato di come alte dosi di farmaci, le iniezioni di tossina botulinica e le installazioni di elettrodi nel cervello (DBS) siano del tutto inutili per la Sindrome di Tourette.

Bene, sull’argomento, Frances dice: “le aziende [farmaceutiche] investono miliardi per promuovere sul mercato i loro prodotti e proporli come rimedio per trattare malesseri che potrebbero essere affrontati e risolti in altro modo“. Se avesse detto che, spesso, molti medici prescrivono queste cure per via dei ritorni economici che ne derivano, sarebbe stato perfetto.

Sempre più, anche in Italia, si tende a somministrare farmaci molto forti, come gli antipsicotici, a pazienti con Sindrome di Tourette. Anche bambini (conosco personalmente una marea di casi).

Sul tema, Frances dice: “Farmaci di questo tipo dovrebbero essere riservati a pazienti con schizofrenia o disturbo bipolare, ma vengono sempre più spesso utilizzati off label, anche in pazienti molto giovani, in situazioni per cui il ricorso a un farmaco di questo tipo non è giustificato“.

Devo aggiungere altro? Magari sugli effetti collaterali di questi farmaci usati impropriamente? No, dài! Tanto si sa già.

Rivolgendosi, poi, alle famiglie, Frances dice: “è umano desiderare una soluzione rapida per i propri problemi, ma in questi casi una diagnosi [e, dunque, una cura ndr] sbagliata fa certamente più danni rispetto a una questione che resta aperta”.

Il luminare chiude dicendo: “[La psichiatria] per chi ne ha davvero bisogno è un salvavita. Il problema è che spesso si cura chi non ne avrebbe bisogno, mentre chi necessita davvero di terapie resta senza assistenza”.

E aggiunge che ricorrere subito ai farmaci “crea un cortocircuito che interferisce con i  normali processi di guarigione”. Da usare solo in caso di estrema necessità, come le crisi psicotiche. Strano ma vero, per uno psichiatra, ma Frances consiglia le terapie riabilitative e la psicoterapia perché, dice, “è efficace come i farmaci con risultati più duraturi e minori effetti collaterali”.

Grande Frances! C’era proprio bisogno che qualcuno del suo calibro uscisse allo scoperto e dicesse la verità. Per me è lo Snowden della psichiatria. 🙂

7 Commenti

  • roberto Posted 19 Febbraio 2014 13:09

    Non sono nessuno per giudicare l’operato degli altri ma sostengo il progresso purché chi lo fa lo dimostri.Disprezzo i presuntuosi che impongono leggi ,idee ,giudizi , senza arte né parte solo per avanzare di grado in termini di quantità ignorando la qualità (che in questi casi va solo vissuta assieme ai famigliari,spesso ignorando le loro informazioni). Per fortuna c’è qualcuno che usa ancora la coerenza ,non sarà magari una soluzione per tutti ,però credetemi da genitore è rassicurante sapere che ci siete vicini più di altri.Complimenti per tutto il vostro operato. Grazie.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 19 Febbraio 2014 13:39

      Grazie a te, Roberto.
      Purtroppo, quando ci sono di mezzo soldi e potere, molti ragionano azzittendo il cuore.
      Per questo bisogna lottare sempre per il giusto.
      Senza arrendersi mai!

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  • simone Posted 14 Marzo 2014 16:21

    Quando ero piccolo fino ai 10 anni ero un bambino che tartagliava e con una miriade di tic incontrollabili. Improvvisamente questi “segni” sono scomparsi anche se io non li ho mai dimenticati. Oggi,come infermiere posso affermare che la diversità sta nel come la si vive internamente in ognuno di noi.Ormai nel “DSM” molte definizioni che venivano classificate come malattie 20 anni fa al giorno d’oggi sono invece ritenute normali. Io non amo classificare le persone usando la parola “diverso” ma preferisco di gran lunga usare la parola “speciale” perché è così che li considero ed è così che si dovrebbero considerare questi esseri speciali.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 14 Marzo 2014 16:24

      Grande Simone! Magari tutti la pensassero così…
      Si può fare un “copia-incolla” di te? 🙂

  • simone Posted 14 Marzo 2014 17:26

    Certo! ormai il potere di internet non ha limiti 🙂 ma non ne vale la pena credimi……

  • Alessandra Posted 12 Maggio 2014 14:17

    ancora prima di giungere alla fine del tuo articolo ho dovuto commentare. inizialmente volevo scrivere una pappardella su quanto mi faccia incazzare la nuova versione del DSM V, ma poi ho deciso di commentare un altro fattore. personalmente anch’io ho dei disturbi (psicofisici) che sono stati poco approfonditi. pensa che a 5 anni ho ricevuto la prima diagnosi che mi diceva che soffrivo di ADHD (e non posso dire non fosse così) ma c’erano altri sintomi che a nessuno gliene è fregato di capire meglio che stesse succedendo. conoscerai perfettamente cosa comporta l’ADHD, ma aggiungiamo che oltre l’iperattività, le difficoltà di concentrazione e tutto il resto, anch’io tartagliavo e tartaglio tutt’ora (spesso mi inceppo o dico parole che non c’entrano nulla, o frasi stravaganti; ad es, ieri in auto con mia madre le ho detto:”questo torna indietro, torna sola che siamo soli!”… immaginati la sua faccia O.o), faccio fatica ad esprimermi e quando devo parlare con chi non sa che ho delle difficoltà tendo ad allontanarmi. di recente ho scoperto mediante la mia psicologa che potrei soffrire anche di disturbo di conversione (la conversione fisica di conflitti inconsci; ad es: ho paura di andare fuori e mi si bloccano le gambe. appena il pericolo è scampato mi tornano apposto). vorrei esplorare meglio i miei sintomi che mi porto dietro da 25 anni (ne ho 26 e i primi sintomi li ho avuti a 1 anno circa), ma ciò che tengo a sottolineare è una frase della mia psicologa quando mi ha detto che i propri problemi, malattie, fanno parte si di noi, ma noi non siamo i nostri problemi o malattie. però per tutta la mia vita la gente mi ha sempre trattata come quella malata e basta, l’unica a non farmi sentire così sbagliata è la mia terapeuta. perchè poi mi dovrei sentire sbagliata se sono fatta così, a me non crea disagio essere quello che sono, però ciò che sono crea fastidio e disagio a molti che mi circondano. tu cosa ne pensi?

    • Roberto P. Tartaglia Posted 12 Maggio 2014 16:55

      Ciao Alessandra,
      grazie mille per la tua testimonianza che, peraltro, è un forte atto di coraggio.
      Lo so bene cosa si prova e come si comportano gli altri in questi casi. Non solo perché l’hai descritto benissimo…
      Cosa ne penso? Che col tempo ho imparato a fregarmene. Prima vengo io e chi mi sta vicino, poi il resto del mondo.
      Sai la storia del vecchietto col bimbo e l’asino?

      Un signore a suo figlio piccolo si incamminano con un asino.
      Arrivano al primo paese e l’uomo sta seduto, stanco, sull’asino, mentre il figlio cammina.
      La gente dice: “Che padre! lascia che suo figlio cammini, mentre lui se ne sta comodo!”

      Allora il padre scende e fa salire il figlio.
      Arrivano in un altro paese e la gente dice: “Che figlio! Lascia che suo padre anziano cammini, mentre lui, giovane, se ne sta comodo!”

      Allora il figlio fa risalire il padre ed entrambi restano in groppa all’animale.
      Arrivano in un altro paese e la gente dice: “Che roba! Tutti e due su quel povero asino stanco a farlo morire di fatica!”

      Allora scendono entrambi e camminano, portando l’asino per le briglie.
      Arrivano in un altro paese e la gente dice: “Che cretini! Con un asino così tutti e due camminano a piedi, anziché salirgli in groppa!”

      Capito come stanno le cose? Qualsiasi cosa tu faccia c’è sempre qualcuno pronto a criticarti.
      Fregatene! Se tu non avessi balbettato avrebbero parlato male di te perché sei bionda, o mora, o magra, o grassa, o alta, o bassa, o bella, o brutta.
      Chi ti vuole bene, ti apprezza per come sei.

      RT

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