Recensioni libri thriller: intervista ad Anna Maria Fazio

Oggi ti propongo l’intervista a un’autrice sui generis: Anna Maria Fazio.

Anna Maria, tra varie vicissitudini, è riuscita a dar vita al thriller “Sangue Colpevole“.

Perché parlo di varie vicissitudini, lo scoprirai a breve…

 

La storia

Il corpo in fin di vita di una ragazza viene ritrovato in un lago di sangue, tra i cespugli del giardino di un convento in Irlanda. Theodore e la sua amante Cleia sono sconvolti ma devono informare la Madre Superiora al più presto o la giovane morirà.

Inizia così la vita della giovane nel convento, che persa la memoria viene battezzata col nome di Fiamma dalla Madre Superiora che nutre per lei un certo disamore. Il fortunato incontro con Leonard, ricco e affascinante gioielliere, futuro marito che morirà qualche anno dopo in circostanze misteriose, lasciandola vedova miliardaria, segnerà la sua vita sia come donna sia come pittrice affermata in tutto il mondo, il cui aspetto è avvolto nel mistero.

Nessuno conosce il suo volto e questo per Fiamma è una fortuna. Scoperti alcuni tasselli rimasti nel buio della sua memoria ormai ritrovata, ordirà un progetto di vendetta che quindici anni dopo intreccerà le vite di molte persone tra cui quella del giovane Alessandro, studente del corso d’arte al liceo Guggenheim di Venezia.

La conoscenza con la donna che gli ruberà il cuore e i sensi, coincide con la notizia della morte orribile dell’adorato zio William. Due emozioni travolgenti che segneranno in maniera profonda la sua giovane mente che inizierà a porsi mille domande.

Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Alessandro dovrà eseguire un compito: leggere un libro nel quale molte domande troveranno risposta, lasciando gli ultimi interrogativi sull’identità della donna di cui è perdutamente innamorato, e sulle sue stesse origini. Scoprirà così un Vaso di Pandora dalle verità sconvolgenti che annullerà ogni sua certezza scaraventando il giovane nella disperazione più assoluta fino all’ultimo sconvolgente atto, durante il Ballo del Doge del 2010. La notte nella quale tutto finisce o inizia?

 

L’intervista

Ciao Anna Maria, prima di tutto dicci un po’ di te.

Ciao Roberto e grazie per questa opportunità.

Parlare di me significa raccontare la determinazione di una donna come tante, alle prese con la vita di tutti i giorni e con le difficoltà di un lavoro precario, e con il forte desiderio di ri-costruire la propria vita. Ma è anche la tenacia di un’artista ribelle nel portare avanti un sogno, attraverso un percorso lastricato di ostacoli, ma anche di piccole soddisfazioni. Ho cinquantadue anni due figli grandi, un cane e un gatto, e vivo in un paesino alle porte di Luino, sul Lago Maggiore.

Quando parlo di artista ribelle non lo faccio a caso. Dal 2014 ho un blog, Il salotto buono di Anna, dove racconto il mio viaggio nel mondo dell’arte e della scrittura. Mi definisco “Una piccola barca che naviga in un oceano solcato da grandi navi”. Il mondo dell’arte e della scrittura. Due mondi i cui meccanismi e dinamiche, ho avuto modo di conoscere e vivere sulla mia pelle. E contro i quali combatto affinché artisti e autori emergenti aprano gli occhi e la smettano di rendersi complici di individui poco raccomandabili, avallando richieste di denaro o accettando compromessi che tutto sono tranne garanzia di successo e popolarità per la propria arte o per il proprio libro nel cassetto. Accettare significa farsi una domanda alla quale è difficile trovare una risposta onesta.

Tutti abbiamo dei sogni nel cassetto. Questa frase è stata per anni, forse lo è ancora adesso, usata come specchietto per allodole per autori emergenti e nel caso di artisti per proposte di eventi e mostre d’arte che nascono ad ogni angolo del globo come funghi, ma che in realtà, non sono maturati come conseguenza di un giudizio meritocratico, verso l’artista emergente, frutto di uno scouting mirato e lecito, ma è semplicemente pura casualità. Queste “opportunità” cosi tanto declamate e condite da una generosa dose di lusinghe e complimenti, non porteranno mai a nessun artista emergente, la visibilità e il successo che anelano. A differenza di quello che si può pensare essere un artista non è affatto un privilegio. È un tormento. Una sorta di maledizione. Non ti svegli una mattina e decidi di fare l’artista. Non funziona così.

Un tempo, un curatore, un gallerista appassionato del suo mestiere, affrontava la sfida puntando su un artista sconosciuto che meritava attenzione. Ora quello che conta è fare soldi facili, soldi sicuri. Nessuno rischia più. Nessuno ci mette la faccia. L’egoismo e l’opportunismo hanno contagiato e ricoperto con la sua coltre anche chi quella professione vorrebbe farla seriamente e soprattutto onestamente. In dodici anni di “attività” io non ne ho conosciuti nessuno. Credevo di esserci riuscita, finalmente, pubblicando a marzo 2018, con una casa editrice non a pagamento. Ma mi ero (purtroppo) sbagliata, e adesso sono di nuovo pronta, libera e unica titolare dei diritti d’autore, per far conoscere questo mio travagliato romanzo che pubblico in self pubishing.

In questo romanzo, “Sangue Colpevole”, hai fuso scrittura, pittura e varie passioni. Qual è il metodo utilizzato e come sei riuscita in un’impresa così ardua?

Se ci sia riuscita non lo so. Certamente l’intenzione era creare qualcosa di originale, e di diverso dal

solito, e che lasciasse il segno, che riuscisse in un colpo solo a identificarmi come artista completa e

soprattutto volevo farlo mettendomi in gioco nel modo più completo e onesto. Riuscire o meno

nell’impresa significava essere consapevole della possibilità di un fallimento, sia personale sia artistico.

Quello che ha sempre contato per me è la verità. Inizialmente tutto è nato dalla ricerca di uno stile

personale di fare arte, ho affrontato varie tecniche e generi pittorici, figurativo, astratto. Affascinata dal concettuale, dove l’espressione artistica i cui concetti espressi sono più importanti del risultato estetico dell’opera stessa, ho immaginato un libro che raccontasse su più fronti, una trama profonda e misteriosa, dove l’estro di un’artista, i suoi misteri e la sua personalità si fondessero con la trama accattivante ma non banale. Una simbiosi tra artista, protagonista, lettore. Un’esperienza sensoriale completa che attraverso il coinvolgimento dei cinque sensi accompagnasse il lettore in un viaggio quasi mistico, avvicinandolo in qualche modo all’anima dell’artista e permettergli di comprendere il suo punto di vista.

Quando iniziamo la lettura di un romanzo, sin dalla prima pagina varchiamo una soglia, entriamo in un mondo a parte. Iniziando un nuovo viaggio ogni volta diverso ci innamoriamo pagina dopo pagina di uno dei personaggi, parteggiamo per lui/lei. Li odiamo, li invidiamo, li disapproviamo. Ecco, con Sangue Colpevole ho voluto semplicemente dare questa possibilità al lettore. Sedersi accanto ai protagonisti e “ascoltare” la loro storia. Semplicemente. Un progetto sicuramente che potrà sembrare presuntuoso, ma che in realtà preferisco definire coraggioso.

Rimango dell’idea che la strada più difficile è sempre quella che porta ai risultati più onesti sia nel bene sia nel male. E se un artista /autore ha del talento, se ciò che crea attraverso un quadro, o racconta con un romanzo, è un messaggio profondo e onesto, verrà scoperto, compreso, prima o poi, da quelle rare persone che amano “rastrellare le pagliuzze d’oro nascoste nel fango”.

E ora che ne conosciamo la genesi, dicci: di cosa parla, questo tuo romanzo di esordio?

Il mio romanzo è un mix tra erotismo, passioni proibite, usate ad hoc per manipolare psicologicamente, e il desiderio di vendetta e/o giustizia visto come unico mezzo per lavare colpe indicibili di abusi. Il limite che le separa è non solo un’ interpretazione soggettiva, ma anche molto sottile, fragile, e può spezzarsi più facilmente di quanto si possa immaginare.

Se tu dovessi descrivere il mondo della letteratura thriller, spesso definita di “serie B”, tu come la descriveresti?

La letteratura thriller penso che sia sottovalutata. Le storie sono storie. Raccontare di struggenti e

melense storie d’amore al lieto fine, o narrare di deliri e perverse ossessioni, di tragedie e soprusi di cui il genere umano si rende protagonista, nella realtà e non solo nella finzione, è una questione di scelte.

La scelta è soggettiva; nascondersi dietro una bella bugia, o confrontarsi con realtà crude e crudeli, seppur romanzate, nelle quali può perfino riconoscersi, in qualche modo. Ovviamente parliamo di un thriller e certi aspetti rimangono e devono assolutamente rimanere non emulabili.

Elementi importanti del tuo thriller sono l’indagine della mente umana, l’infrazione delle regole sociali e lo scorrere inesorabile di un tempo che non dimentica. Mi hanno molto colpito. Come mai hai puntato proprio su questo?

Io mi sono sempre posta una domanda sulla quale ho sempre improntato la mia vita e le mie scelte. “E meglio una cruda verità, o una fantastica bugia”. Purtroppo, le seconde si avvicinano sempre più alla realtà della nostra società, più delle prime. Spesso il quotidiano si fonde con la finzione così bene da non lasciare intravedere differenze sostanziali. È questo a pare mio è orribile. Ma preferisco raccontare di dolore e morte, di erotismo e peccati, di rivincite e rinascite, piuttosto che di rose e principi azzurri, di storie d’amore stile Cenerentola.

Il romanzo è caratterizzato da uno stile molto personale, che ti contraddistingue. Da lettrice di thriller, che ruolo dai, allo stile di un autore/un’autrice?

Ho sempre pensato che fosse importante dare una propria impronta al proprio lavoro. Renderlo proprio nel vero senso del termine. Essere una copia di una copia di un’altra copia, pur di “esserci” non fa per me.

Preferisco da sempre l’unicità, la mosca bianca, al conformismo della massa. Per fare un esempio lampante preferisco i colori ben definiti, accesi, ai colori indecisi. Infatti, il grigio è un colore che non lo indosserei mai.

E, infine, dove possiamo trovarlo, questo tuo thriller di esordio?

Sangue Colpevole è possibile trovarlo in prevendita su Amazon in attesa della sua uscita ufficiale il 20 dicembre 2018.

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