Recensione romanzo thriller: Devi avere paura di te
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Recensione romanzo thriller: Devi avere paura di te

 

Ed eccomi a recensire il romanzo “Devi avere paura di te” di Simone Bocci. Un thriller psicologico scritto con uno stile scorrevole da un ragazzo molto giovane. Ti spiegherò tutto nella recensione, come sempre. E, come sempre, ti ricordo che i link fanno capo al mio programma di affiliazione Amazon.

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Trama

Roger Milk è un agente delle forze dell’ordine alle prime armi giunto nell’isolata cittadina di Ratroit, da sempre paragonata a un Eden terrestre, sia per la sua invidiabile tranquillità che per la presenza di cittadini impeccabili. D’un tratto, però, tutte queste inconfutabili considerazioni svaniscono nel nulla e Ratroit comincia a diventare un luogo infernale. Alcuni degli abitanti si trasformano in spietati assassini, i quali sembrano non riportare alcun cenno mnemonico riguardo agli omicidi da loro stessi commessi, come se nel momento dell’atto fossero sotto ipnosi. Questo strano particolare lega le diverse storie dei personaggi che ruotano attorno a Milk, fino a sconvolgere la vita dello stesso protagonista, che scoprirà un’amara verità, sul proprio conto.

 

I pro di questo thriller

Come ho detto nell’introduzione, Simone Bocci ha uno stile di scrittura scorrevole e semplice. Si legge bene. Alle volte, utilizza verbi o aggettivi fuori dagli standard, che danno un tocco di originalità al suo stile (siamo stanchi delle solite copie, del già letto e già visto, giusto?). La storia parte col botto. In media res, per utilizzare un termine tecnico: nel mezzo dell’azione. Interrogatori che narrano di efferati omicidi, colpevoli che non sanno di essere colpevoli, prove e testimonianze che li inchiodano. In una sola notte, un tranquillo paesino si trasforma in un covo di mostri. La curiosità ci spinge a leggere e a saperne di più. Anche la struttura del romanzo è originale, quasi giornalistica. Anzi, un mix tra il giornalistico e il rapporto di polizia. Lo scrittore, infine, alterna bene la narrazione in prima persona e quella in terza.

 

I contro di questo thriller

Mi è sembrato scritto in fretta. Non so, come se lo scrittore fosse stato costretto a non “abusare” delle pagine, per una questione di costi, o a terminare la narrazione in una data prestabilita. Questo fa perdere un po’ di originalità al finale e ai personaggi. Secondo me, se avesse dedicato più tempo e più parole alla caratterizzazione di luoghi, protagonisti e trama, il thriller sarebbe stato di livello nettamente superiore. Anche perché il tema che si vuole affrontare sin dall’inizio è davvero intrigante e lascia riflettere.

 

Detto ciò, “Devi avere paura di te” resta un thriller scorrevole e una piacevole lettura.

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