Recensione romanzo giallo: Il teatro del buio

Recensione romanzo giallo: Il teatro del buio

 

Evviva! Finalmente un romanzo con un editing fatto come il Cielo comanda! Non ne leggevo più da mesi. Ma non è solo questo che mi ha fatto apprezzare questo giallo insolito, scritto dalla coppia di amiche Angela Capobianchi e Rita Gambascia. Le due scrittrici, che in passato si sono già cimentate con successo nella scrittura di genere, hanno dato vita a un romanzo davvero avvincente.

Ma non mi dilungo, vediamo subito insieme la recensione. Ti ricordo che i link riportati fanno capo al mio programma di affiliazione Amazon.

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Trama

Fiore è una ragazzina intelligente e vivace. Ha 12 anni e sta per trasformarsi da bozzolo a farfalla. A traghettarla verso quella che sarà la sua vita da adulta, è un corso di teatro. Un corso all’apparenza normale. Almeno fin quando il delitto non prende in mano la scena. Fin quando una prima morte sospetta non trasforma gli spensierati giorni di Fiore e dei suoi nuovi amici di teatro in un’indagine privata. Cosa si nasconde dietro quegli enigmatici eventi?

 

I pro  di questo giallo

Un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Scorre via che è un piacere. Ottima l’impaginazione dell’editore, che migliora nettamente l’indice di leggibilità, ottimo l’editing, come dicevo, ottimo lo stile di scrittura. Uno stile semplice e delicato, molto femminile.

Questo romanzo giallo si fa apprezzare, però, anche per la trama. Chi si aspetta il solito romanzo all’americana, con ambientazioni dark e personaggi bastardi, dal passato dubbio, rimarrà a bocca aperta. E ci rimarrà anche chi si aspetta il classico giallo all’italiana, intriso di mafia e segreti politici.

“Il teatro del buio” si fa riconoscere, si distingue dalla massa. Ci trasporta in un mondo delicato e rassicurante, nonostante i crimini efferati che prendono vita. Un po’ come faceva la grande Christie, insomma. Ci troviamo a seguire le vite di questi dolci adolescenti in procinto di diventare adulti, come se fossimo uno di loro.

Le autrici sono bravissime a trascinarci nel mondo di questi ragazzi, ricalcando molte delle esperienze comuni a tutti gli adolescenti. In questo modo, le nostre menti si dividono tra il piacere della scoperta, della risoluzione del mistero, e i ricordi adolescenziali che ciascuno porta dentro di sé.

Peraltro, l’evento principale del romanzo si svolge il giorno 21 dicembre 2013. Un giorno importante, per me. Chi leggerà il mio romanzo “Quando muoiono” capirà perché. Quindi, questo romanzo giallo mi sta anche un po’ a cuore. 😉

 

I contro di questo giallo

Be’, direi il momento in cui compare il primo omicidio. Questo è un contro de “Il teatro del buio”. Bisogna attendere un po’ di pagine, prima di vedere il morto. Noi amanti del genere, invece, il morto lo vogliamo subito. Eppure, nonostante questo, le autrici riescono comunque a intrigarci, a portarci verso l’evento inatteso con il fiato sospeso. Se proprio dovessi trovare un difetto, indicherei questo. Per il resto, non saprei che dire.

 

Un libro consigliatissimo, insomma, per una lettura piacevole e rilassante. Puoi anche decidere di comprarlo e leggerlo sotto l’ombrellone, in estate, secondo me ci sta davvero bene, come lettura. Ma io me lo sono gustato ora. Un romanzo giallo che, per qualche centinaio di pagine, torna a farci credere e sperare in un mondo di sogni e avventure. In un mondo, sì complicato, ma anche meravigliosamente bello. Come l’adolescenza.

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4 Commenti

  • Angela Capobianchi Posted 18 Febbraio 2015 00:24

    Caro Roberto,
    la ringrazio davvero molto per questa sua bellissima e lusinghiera recensione su ” Il teatro del buio”. Le sue osservazioni sono pertinenti, acute e profonde. Quanto al fatto che il “morto” arrivi un po’ troppo tardi, capisco. Scrivo thriller da troppi anni perché Il tema della frenesia tipica del lettore di genere non mi sia noto. In qualche caso ne ho tenuto conto, in altri no. E cioè quando la storia che avevo deciso di raccontare richiedeva – anzi pretendeva – il tempo e lo spazio di un’atmosfera, una specie di bolla in cui il lettore fosse disponibile a entrare e a trattenersi .
    Penso che nella tumultuosa, agitata e spesso avvilente vita di questi nostri tempi, sia arrivato per tutti noi il momento di fermarsi un attimo. Concediamoci il lusso dell’attesa. Il gusto del ” pregustare”. La ormai quasi estinta virtù della pazienza. Almeno in letteratura, l’unica bolla in cui ci è consentito entrare e vivere senza che ci venga chiesto nulla in cambio. E’ d’accordo? La ringrazio ancora moltissimo, le faccio i miei complimenti e le auguro le cose migliori. A presto, spero.
    Angela Capobianchi

    • Roberto P. Tartaglia Posted 18 Febbraio 2015 16:59

      Su questo mi trovi d’accordo: fermiamoci e godiamocela. L’ho fatto anche io, nel mio primo romanzo (Casus belli).
      Nel vostro libro, poi, come dico nella recensione, non sta male, questo “ritardo”.
      Il pezzo forte del libro sono le atmosfere e i personaggi. Ma a qualcuno potrebbe sembrare un “contro”. Ho trovato corretto dirlo.
      Rinnovo i miei complimenti. 😉
      A presto!

  • Rita Gambescia Posted 18 Marzo 2015 08:19

    Gentile Roberto,
    ho avuto bisogno di un po’ di tempo per vincere la mia antipatia per gli incontri in rete e intervenire. Comunque, eccomi ora qui. La ringrazio per l’attenzione che ha dedicato a “Il teatro del buio” e per aver offerto una bella chiave interpretativa. E’ vero: il libro parla dell’innocenza, e tratta anche del passaggio nel mondo degli adulti e degli ambivalenti ed enigmatici connotati di questo mondo. E’ un passaggio – vissuto da noi tutti – denso di presagi. Il futuro comincia a proiettare la sua ombra; la realtà a profilare le sue insidie e i suoi inganni. Fortuna che non tutto è sabbia mobile, che i nostri protagonisti abbiano molte cose su cui contare (compresa l’allegria dell’età). Da qui, forse, il clima rassicurante di cui lei parla. Infine: sono davvero lieta che lei abbia sottolineato l’importanza in questo libro delle atmosfere. Su di esse abbiamo lavorato parecchio per coinvolgere il lettore ma anche per variare i registri e differenziare le soluzioni narrative. Felice se ci siamo riuscite.
    Al prossimo incontro
    Rita Gambescia

    • Roberto P. Tartaglia Posted 18 Marzo 2015 09:26

      Felice io, di ricevere questo commento. In effetti, credo che questo libro rappresenti una metafora perfetta dell’evoluzione adolescenziale: mistero, incertezze, pericoli e gioie. Siete state bravissime, lo ribadisco volentieri.

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