Recensione libri thriller: intervista a Gian Paolo Aloi autore del thriller “L’oro nel sangue”

Recensione libri thriller: intervista a Gian Paolo Aloi, autore del thriller “L’oro nel sangue”

 

Oggi ti propongo l’intervista a un autore particolare: Gian Paolo Aloi, autore del thriller “L’oro nel sangue”, pubblicato da Historica.

Perché è particolare? Perché, nonostante questo thriller narri una spy story, e non è certamente il primo, l’autore ha qualcosa che lo distingue da altri emergenti che tentato di gettarsi su questo spinoso terreno.

Sarà lui stesso a parlarcene…

 

TRAMA

Paco è italiano, ma vive a Canton, in Cina. Improvvisamente, da piccolo imprenditore pieno di debiti si trasforma in uno degli uomini più ricchi al mondo. A cambiargli la vita è il casuale ritrovamento di un tesoro in lingotti d’oro, nascosto nelle fondamenta del suo ristorante. L’idea di Paco sarebbe quella di lasciare la Cina e vivere felice, ma si trova coinvolto in un intrigo internazionale. E iniziano i guai.

 

Ciao Gian Paolo, hai una storia personale e professionale interessante. Presentati un po’ ai nostri lettori.

A 22 anni sono entrato a far parte dell’organo di Intelligence italiano, il Sisde. Ci sono rimasto per 12 anni fino a quando ho capito che l‘Italia mi stava stretta e che non sarei stato felice continuando a vivere tutta la mia vita in un paese che aveva tradito le mie aspettative.

Per questo, dopo essere stato un agente operativo nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ho deciso di andare a lavorare per le Nazioni Unite in Somalia.

Dopo 8 anni, ho deciso di mettere a frutto la mia esperienza all’estero e sono rientrato in Italia, ma anche in quel momento ho capito che a nessuno importava qualcosa della mia esperienza, e così ho fatto di tutto per tornare all’estero. Sono quindi riuscito a farmi assegnare al Consolato Generale d’Italia a Guangzhou in Cina, dove ho vissuto per ben 6 anni.

Da lì sono stato trasferito in Brasile e a San Paolo la mia famiglia ha trovato una città meravigliosa, con gente meravigliosa. E così ho preso la decisione di re-inventarmi nel settore privato e di finire il mio romanzo.

 

Quindi, questo thriller nasce dalla tua esperienza di vita? In che modo?

Quando il 30 settembre 2008 sono arrivato a Guangzhou mi aspettavo di trovare una città cinese, come una di quelle che avevo visto nei film, e invece mi sono trovato immerso in una realtà completamente inaspettata. Era un po’ come trovarsi in una New York all’ennesima potenza: grattacieli e mega infrastrutture vissuti da oltre 15 milioni di cinesi che parlavano una lingua incomprensibile e nessuno che parlasse inglese.

Arrivato in albergo, grazie all’aiuto di una guida turistica e sapendo che mi aspettava un lungo weekend prima di andare in ufficio, mi sono fatto portare a Beijing Lu, un’isola pedonale frequentata da decine di migliaia di cinesi. Passeggiando per quella via ho notato a terra delle vetrate sponsorizzate dalla Coca Cola che proteggevano una vecchia pavimentazione della dinastia Qin.

Da lì l’idea di scrivere un romanzo. Mettici poi il mio background nei servizi segreti e le lezioni di cultura cinese che quotidianamente mi venivano impartite dal vivere quella particolare realtà, ed ecco, capitolo dopo capitolo, come è venuta fuori la storia di Paco, di cui “L’oro nel sangue” non è altro che la prima delle tre puntate.

 

Anche qui, come nelle avventure di Ian Fleming, è presente una famme fatale. Ma, nella realtà, quanto incide, questa variabile, nella vita di un agente?

A dire il vero, almeno nella mia, davvero poco.

Nella mia esperienza nei servizi segreti non mi sono fatto mai coinvolgere in situazioni del genere. Forse perché eravamo coscienti dei rischi e pericoli che potevamo incontrare, i miei colleghi e io abbiamo sempre evitato di approfondire determinate conoscenze. Le uniche donne che frequentavo erano le mie colleghe, con le quali facevamo appostamenti o pedinamenti in coppia, proprio perché era più facile passare inosservati se si camminava mano nella mano, o abbracciati, pedinando qualcuno.

 

Un po’ di retroscena: qual è la maggiore difficoltà, nello scrivere una spy story? E quanto tempo hai impiegato, per scrivere “L’oro nel sangue”?

Come ho detto, ho impiegato 10 anni per scrivere la storia di Paco.

L’oro nel sangue”, il primo libro della trilogia, racconta la vita di Paco in Cina. Scrivere una spy story per me è stato particolarmente difficile, in quanto dovevo stare attento a non svelare alcun segreto e cercare tuttavia di rendere la storia il più possibile credibile, pur non essendo legata ad alcun fatto realmente accaduto.

Ho lasciato molto spazio al lettore per immaginare possibili soluzioni agli enigmi e ai dubbi di Paco. Ma all’attento lettore non potrà sfuggire cosa pensa l’autore delle varie agenzie di intelligence, del mondo della diplomazia e degli immigrati italiani che vivono in Cina.

Tutti i personaggi del libro infatti sono ispirati da persone che ho incontrato a Guangzhou, anche se poi nella realtà fanno altro e certamente non hanno mai avuto a che fare con storie di spionaggio.

 

Cosa hai voluto insegnare e trasmettere, ai tuoi lettori, con questo thriller?

Credo che il lettore potrebbe trovare interessante scoprire alcuni aspetti della cultura cinese estranea a tutti quelli che non hanno vissuto in Cina.

Inoltre, affronto il problema della sensazione di assoluta mancanza di libertà che vive un occidentale quando si trova in Cina. Quello che per il popolo cinese è normale routine, per uno straniero, sopratutto se proveniente da un Paese dove la parola “privacy” ha un senso compiuto, può essere angoscia.

Altro tema involontariamente affrontato è quello machiavellico del “fine che giustifica i mezzi”. Ma non voglio svelare il segreto di Nuvola Rossa e lascio al lettore giustificare o meno il comportamento dei servizi segreti.

 

Da quando sarà disponibile il romanzo e dove?

Il romanzo, edito dalla Historica Edizioni, è già disponibile ovunque, anche su Amazon e, se non presente, è ordinabile in qualsiasi libreria.

 

Come dicevi anche tu, questo romanzo è il primo di una trilogia. A quando, i prossimi?

Ho già scritto la storia completa anche se ho ancora qualche dubbio sul finale. Devo capire se voglio che ci sia un seguito. Forse sarebbe bene attendere la risposta dei lettori.

4 Commenti

  • Aldo vidoni Posted 16 ottobre 2018 21:41

    Ho già comperato il libro e sono arrivato a circa metà lettura.Ok molto intrigante e scorrevole bravo Giampaolo. Quando sarai a Roma prenderemo un buon caffè al “Buco”

    • Gian Paolo Aloi Posted 7 novembre 2018 18:14

      Grazie Aldo, sarà un piacere! Spero che nel frattempo tu abbia terminato il libro così da darmi il parere spassionato da lettore amante del genere

  • Holmo Marino Posted 24 ottobre 2018 23:59

    Scorrevole,intrigante. “Farcito “di informazioni sulle diversità culturali. Un nuovo “Milione” del ventunesimo secolo. Bravo Paolino.

    • Gian Paolo Aloi Posted 7 novembre 2018 18:15

      Grazie Holmino! Il tuo giudizio è molto importante per me. Grazie di cuore

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