Recensione del romanzo noir “Lontano da casa”
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Recensione del romanzo noir “Lontano da casa”

In questa nuova recensione di romanzi gialli, noir e thriller ti presento una storia davvero emozionante e attuale: quella di “Lontano da casa”, il nuovo romanzo di Enrico Pandiani.

Pandiani ha lavorato molti anni come grafico, illustratore e sceneggiatore di storie a fumetti. Nel 2009 vede il suo esordio con Les Italiens, un esordio di successo. Oggi torna a stupirci, con una storia carica di dramma, mistero e pathos.

Dove stiamo andando? Chi siamo? Siamo davvero così diversi?

Domande che dovremmo porci tutti. Come saprai, a me stanno particolarmente a cuore e sono l’anima anche dei miei romanzi, Ops… e Lo scacciapensieri in primis. Quindi non posso che amare questo libro.

Quella di “Lontano da casa” potrebbe sembrare quasi una storia distopica. Ma non lo è. Al contrario, con un ritmo incalzante e una narrazione magistrale ci descrive un mondo che conosciamo bene.

O forse ancora non del tutto.

 

Trama del romanzo noir “Lontano da casa”

Ci troviamo nella Barriera, la periferia della città. Un uomo di colore è stato ucciso, stava cercando di scavalcare il muro, ma non ce l’ha fatta. L’uomo non ha documenti e, per identificarlo, due poliziotti bussano alla porta di Jasmina Nazeri, che nella Barriera conosce un po’ tutti.

E infatti lo riconosce: Taiwo. Hanno avuto una storia e sa che non era tipo da giri loschi. Ma per la società lui non esisteva e non esiste. Lei lo sa bene, è iraniana, insegna italiano agli immigrati e ha dovuto lottare molto per essere ascoltata dal mondo.

Chi darà giustizia a Taiwo? Forse può provarci lei.

Jasmina protagonista nelle indagini, ma anche nell’evoluzione dei rapporti umani con l’ispettore Pandora Magrelli, che ha idee diverse dalle sue, sul tema della tolleranza.

 

Recensione del romanzo noir “Lontano da casa”

«Stavo pensando alla Barriera. Anche se cerchi di stare lontana dai guai, alla fine te li procura lei. Eppure è la sola casa che posseggo, è qui che ho le mie ancore, quelle solide, che mi fanno superare ogni tempesta.»

Questa frase ci fa capire in che mondo ci muoviamo, un mondo tristemente attuale che ci ha riportato indietro di millenni, ai tempi delle tribù. Un tempo dove chi è diverso da me rappresenta una minaccia, un nemico. Un atteggiamento radicato in noi a livello evoluzionistico, biologico, che supera le barriere della ragione e ci spinge verso azioni istintive, animalesche.

Come uccidere.

Ecco, questo è ciò che Pandiani ci vuole dire, tra le sue righe perfette. Ci porta a riflettere su chi siamo diventati, su un mondo che cambia ma che, in fondo, è sempre lo stesso.

La diversità è nei nostri occhi, in quelli di Pandora e di Jasmina, che guardano lo stesso panorama, ma lo vedono in modi diversi. Tuttavia, gli estremi possono anche ritrovarsi, unirsi e dar vita a qualcosa di nuovo. Giusto?

Forse.

Pandiani scopre le carte a una a una, come in poker sospeso tra pianti e denti serrati. Gioca con la psicologia del lettore, che già dal primo capitolo si ritrova a fare i conti con i propri pregiudizi. Già… l’uomo in fuga non è come te, credevi di sì, qualche riga fa, ma non lo è, sembra dirci Pandiani, tiferai ancora per lui?

L’autore di “Les Italiens” firma quello che credo diverrà presto un nuovo successo e un punto di riferimento per gli amanti del noir all’italiana. Le contraddizioni del nostro mondo e della nostra natura umana colorano le pagine di questo romanzo di un nero intenso.

Un’opportunità unica per passare delle piacevoli ore di lettura e, al contempo, riflettere in modo incondizionato su ciò che ci sta accadendo intorno in modo frenetico.

Forse troppo frenetico per essere compreso.

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