Aura Nera - Thriller psicologico

3. Aura nera (Thriller psicologico)

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Il thriller psicologico “Aura nera” lo puoi ordinare presso qualsiasi libreria fisica, oppure acquistarlo in un tutti i negozi online. Te ne riporto alcuni.

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Trama

Camilla Cassini è l’Amministratore Delegato di un’importantissima azienda farmaceutica: la Golden Pharm. La sua vita, già abbastanza complessa a causa della prosopagnosia, si trasforma in un incubo quando si reca all’Hotel Fenice di Sant’Erasmo, con gran parte dei dipendenti, per festeggiare l’acquisizione di una nuova Società.

Segreti del passato si intrecciano con la follia di un criminale che ama farsi chiamare il Lupo Capobranco. E che è pronto a ucciderla.

Le cose si complicano perché la notte viene trasformata, dal mostro, in una partita di Wherewolf, gioco di ruolo in cui ciascuno nasconde un’identità segreta. Di chi si può fidare, Camilla? Lei non sa riconoscere i volti. Chi è il Lupo? È vicino a lei? Lo conosce? L’unico che può aiutarla è il nostro Febo Fermi.

Perché questo romanzo?

Siamo arrivati all’ultimo capitolo della trilogia iniziata con “Lo scacciapensieri” e proseguita con “Quando muoiono”. Non so se finirà qui, forse ci rivedremo tra 25 anni, con gli stessi personaggi, come in Twin Peaks. O forse li lascerò alle loro vite e me ne andrò verso nuovi sentieri, per il resto della mia attività di autore. Vedremo.

Di sicuro, come scrive anche il grande Pinketts, in copertina, questo romanzo vuole chiudere una trilogia di storie non seriali. In effetti, la psychotrilogy, seppure legata da personaggi e storie personali che si intrecciano, narra eventi solo minimamente connessi tra loro.

Perché? Perché questa trilogia di romanzi thriller vuole esplorare alcune delle mille sfaccettature del comportamento umano, della psiche di ciascuno, ma anche di quel grande cervello che siamo noi esseri umani, come specie. Vuole far riflettere.

Quando ho iniziato a scrivere Lo scacciapensieri avevo il solo scopo di creare suspense e far conoscere la Sindrome di Tourette. Poi, però, mi sono reso conto che potevo andare oltre, lavorare sulle metafore, sul simbolismo che scaturisce dai nostri comportamenti e dai nostri problemi.

Sono convinto, infatti, che ogni esperienza di vita possa insegnarci qualcosa. Anche un incidente potenzialmente mortale, come quello che ho subìto nel 2013 e che ha dato vita a Quando muoiono. Quindi, anche le vite dei tanti personaggi che hanno costellato l’universo della psychotrilogy possono insegnarci qualcosa.

Possono insegnarci molto.

Devono essere d’insegnamento.

E il finale di questo romanzo la dice lunga sulla mia volontà di lavorare sul mondo simbolico in cui vive e lavora la nostra mente. Ho voluto parlare a quell’area del nostro cervello che lavora per immagini, che sogna, che fa fatica a distinguere tra realtà e fantasia. Spero di esserci riuscito, sarebbe il coronamento delle mie fatiche. E spero di aver insegnato qualcosa, a te e a tutti i miei lettori, sia sulla Tourette, che su noi esseri umani.

Ma questo me lo dovrai dire tu.

Sindrome di Tourette e Wherewolf?

Sì, ma anche prosopagnosia.

In questo romanzo, come detto, ho voluto giocare molto con le metafore e parlare al nostro cervello simbolico. Ho continuato a inserire nozioni scientifiche sulla Sindrome di Tourette, come sempre, e ho lavorato sull’aspetto simbolico che la nostra sindrome neurologica porta con sé.

Ma sono andato anche oltre.

Come fatto già con “Quando muoiono”, ho voluto inserire un altro disturbo neurologico, oltre alla Tourette: è la volta della prosopagnosia, un disturbo che non permette di riconoscere i volti.

Ci si ritrova, così, in un mondo senza identità in cui amici e nemici possono nascondersi ovunque.

E quest’idea ne ha generata un’altra: utilizzare il gioco di Wherewolf!

Wherewolf è un gioco di ruolo molto sofisticato e intelligente. Ogni giocatore nasconde un’identità segreta, alcuni sono buoni e altri sono terribili mostri assassini. Bisogna creare alleanze e astuzie per individuare i propri avversari e vincere la partita, o si verrà uccisi.

E questa, in sostanza, è la vita di Camilla.

Così, quando il misterioso e famelico Lupo Capobranco decide di mietere vittime, la Sindrome di Tourette del nostro amato Febo Fermi si mescola con il gioco di Wherewolf, ora trasformato in una spietata caccia alla vittima, e con la prosopagnosia di Camilla.

In un susseguirsi di suspense, paura e metafore.

Se vuoi avere sottomano sempre tutto i personaggi di Wherewolf, scarica gratis la guida ufficiale da qui.

Recensioni: cosa ne pensano, i lettori?

Il libro ha riscontrato un grande successo già in fase di prevendita, specialmente su Facebook, dove molte persone hanno prenotato la loro copia, o più di una. Perché? Perché, quando un romanzo parla di noi, ci fa scoprire qualcosa in più sulle nostre vite e su quelle degli altri, e al contempo ci diverte, lo vogliamo a tutti i costi!

Anche in “Aura nera”, infatti, ho voluto lanciare messaggi profondi mentre il lettore è preso da una trama avvincente e da misteri che tolgono il fiato. Alla faccia di chi dice che il thriller è un genere che non ha nulla da insegnare.

Nella postfazione del romanzo, è lo stesso creatore del gioco Wherewolf a dirci cosa ne pensa: Cristian Zoli.

 

Poi accadono cose che non ti aspetti come, ad esempio, che il tuo gioco entri in un romanzo. Che dire, le sorprese che non ti aspetti sono sempre le più gradite, e questa lo è senza alcun dubbio! Roberto riesce a intrecciare storia e gioco in maniera elegante ed efficace. I suoi personaggi, dalle psicologie inusuali, si muovono fra la realtà e la metafora narrativa, trascinando con loro il lettore.

 

In copertina, invece, è un mito della letteratura gialla e noir italiana a dire la sua: il grande Andrea G. Pinketts.

Andrea, con il suo linguaggio ricco di ambiguità linguistiche e giochi di parole, dice:

 

Quando un lupo mannaro diventa un lupo “mannaggia”, chiude una trilogia ululando storie non seriali.

 

Mai frase fu più chiara. “Aura nera”, infatti, chiude questa trilogia di thriller psicologici senza entrare troppo nella serialità. Ci sono gli stessi personaggi, gli stessi buoni e gli stessi cattivi, ci sono anche gli stessi scenari ed eventi che si mescolano tra loro. Si possono ritrovare personaggi che si erano dimenticati, o che si credeva ormai fuori dalle storie, con il classico “wow! Che sorpresa!”, ma ogni romanzo narra una storia a sé, dove la serialità è generata unicamente dai comportamenti umani e dalle complesse conseguenze delle azioni e delle interazioni.

Ma ora basta svelare i retroscena. È ora di entrare nel gioco!

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