Iperattività e Sindrome di Tourette: la storia di Gillian
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Iperattività e Sindrome di Tourette: la storia di Gillian

 

Tanto per chiarire ancor più l’importanza del saper reinventare se stessi e il proprio mondo (non solo per i tourettici, ma per tutti), voglio raccontarti la storia di una bambina: Gillian.

Una storia riportata anche dal grande mentalista italiano, Francesco Tesei, nel suo libro “Il potere è nella mente”, in cui menziona anche l’intervento sul tema dello scrittore Sir Ken Robinson.

Gillian è una bambina di 8 anni. Una bambina vivace, che si distrae spesso e non riesce a stare ferma. Gli insegnanti continuano a rimproverarla e a metterle voti bassi.

Un giorno, una delle sue insegnanti chiama la mamma di Gillian a colloquio e la mette al corrente dei “problemi” che manifesta la piccola. Convincendo la donna a portare sua figlia da uno specialista.

La donna accetta l’invito e, a breve, si ritrova con la bambina nello studio di uno psicologo. La donna illustra i problemi della piccola, specie nelle ore scolastiche, e attende la diagnosi.

L’uomo, di contro, si rivolge a Gillian e le dice: “Puoi aspettarci qui? Io e la mamma dobbiamo parlare in privato.”

I due si alzano e fanno per uscire, quando l’uomo torna indietro e mette su un disco, facendolo suonare. Poi esce dalla stanza, insieme alla donna, e lascia la porta socchiusa.

Neanche un minuto, e Gillian si alza dalla sedia per iniziare a muoversi a tempo di musica. Lo psicologo invita la donna a spiare i comportamenti di sua figlia dalla fessura della porta e le dice: “Visto? Sua figlia non è malata. Vuole solo fare la ballerina.”

La donna rimane colpita da quella provocazione e, il giorno seguente, iscrive sua figlia a un corso di danza. La gioia di Gillian era infinita, aveva scoperto la sua passione e aveva trovato tante amichette che, come lei, non riuscivano a stare ferme.

Non smise mai di ballare e frequentò scuole prestigiose.

Gillian Lynne (questo il nome completo) è diventata una grande ballerina, nonché produttrice di spettacoli per la Royal Opera House, l’English National Opera e la Royal Shakespeare Company. Non solo, è stata anche sceneggiatrice di famosissimi musical come “Cats” e “Il fantasma dell’opera”.

Lo psicologo la “visitò” negli anni Trenta, quando la sindrome da iperattività e deficit di attenzione non era ancora stata “inventata”. Se fosse successo oggi, probabilmente, le avrebbero prescritto il Ritalin e le avrebbero diagnosticato questa “grave malattia”, stroncando sul nascere, forse, la sua splendida carriera e privando il mondo di un talento unico.

Che ne dici?

Basta per capire l’importanza del sapere dare a ogni cosa il nome giusto? Basta per comprendere l’importanza di saper reinventare il proprio mondo attraverso le giuste parole?

Basta per capire che chiamare l’ADHD o la Sindrome di Tourette “malattie” e rifilare farmaci quando non v’è bisogno, iniettare il botulino nei muscoli e nelle corde vocali per togliere i tic, oppure eseguire interventi chirurgici del tutto sperimentali è qualcosa di maledettamente inconcepibile?

Basta questo esempio per comprendere la gravità del definire “malattia” qualcosa che può essere definita “alleata”?

Basta per capire che ognuno di noi ha in mano le sorti della propria vita e che si è liberi di scegliere, in ogni momento, la via per una rivalutazione delle proprie risorse solo cambiando il modo di guardare se stessi e il mondo, nonché le parole utilizzate?

Spero proprio di sì.

Spero che questo esempio possa bastare.

Non solo per i tourettici e i loro familiari. Ma per tutti.

Questo è il messaggio che voglio far passare anche nei miei romanzi thriller, sia per adulti che per ragazzi. Spero di essere di aiuto, con le mie storie.

8 Commenti

  • roberta Posted 20 Febbraio 2013 13:26

    Quando il talento non viene sprecato 😉

  • Roberto Tartaglia Posted 20 Febbraio 2013 14:48

    Tanto per restare in tema con i miei libri: sprecarlo sarebbe un delitto ;)!

    RT

  • gieffeemme Posted 21 Febbraio 2013 10:29

    Però, anche quando parliamo delle nostre convinzioni, cerchiamo di non perdere mai un po’ di relativismo. Concordo di massima, ma é indubbio che ci sono casi di iperattività che con il ritalin hanno tratto beneficio, casi per i quali le famiglie hanno fatto di tutto….danza compresa. L’iperattività non può essere equiparata alla “voglia di ballare”…..però é vero che nella nostra società si sta cercando di trasformare in malattia ogni differenza. Prudenza però, almeno per non offendere quei genitori meravogliosi a cui troppi psicologi ed altri specialisti cercano di addossare inesistenti responsabilità.
    GFM

  • Roberto Tartaglia Posted 21 Febbraio 2013 12:44

    Lungi da me fare una cosa del genere, ovviamente.

    Con questo esempio ho solamente voluto portare l’attenzione sull’importanza di dare a ogni cosa il giusto peso, senza cadere in “diagnosi” affrettate, mosse, per lo più, da interessi diversi da quelli medici.

    Addossare responsabilità inesistenti a genitori che desiderano solo la gioia dei loro figli è uno degli atti più vili che si possa compiere in questi ambiti.

    RT

  • gieffeemme Posted 22 Febbraio 2013 02:35

    Troppo spesso ci muoviamo sulle bipolarità.
    “Disturbo dell’attenzione e iperattività”: questa diagnosi è corretta quando un bambino é iperattivo non riuscendo a prestare la sua attenzione su niente…é una diagnosi, come dire, esplicativa. Insomma molto meglio di “SdT” che sembra un’etichettatura e basta. Un bambino iperattivo non é solo “un bambino vivace o che ha solo bisogno di muoversi”…spesso vive una condizione drammatica e con lui la sua famiglia. So bene che negli USA in questo campo si fa abuso di farmaco (come su tante altre cose) e ti dico pure che può essere che in questa società veloce, efficientista e stressata un bambino vivace possa essere considerato iperattivo….ma quando l’iperattività non può essere confusa con la normale vivacità te ne accorgi subito. L’altro giorno un bambino mi ha smontato lo studio, ed eravamo in quattro adulti a cercare di contenerlo, blandirlo, sedurlo, rasserenarlo, etc. etc.
    I suoi genitori hanno cresciuto benissimo altri due figli e non avrebbero mai creduto di poter essere travolti da una piccola peste come questa (dovevi vedere le loro facce, che pena), con bambini così speciali serve un’educazione speciale che nessuno può conoscere se non viene specificamente preparato, ed a volte capita che anche un’educazione speciale non basti. In Italia l’utilizzo del ritalin (metilfenidato) é accostato ad un protocollo di educazione speciale (Masi, Zuddas), che ha la priorità sulla cura farmacologica, questa cosa andrebbe valorizzata. Poi é vero, il rischio é quello che dici tu….ed anche gli interessi delle case farmaceutiche non aiutano a dividere il grano dalla gramigna.
    GFM

    PS nella nostra esperienza con la SdT invece abbiamo fino ad ora visto, col ritalin, un ferquente peggioramento dei sintomi disfunzionali

  • Roberto Tartaglia Posted 22 Febbraio 2013 09:31

    Grazie mille per i tuoi contributi, GF. Sempre precisi, chiari e comprovati da dati oggettivi.

    Spero davvero che questo tuo modo di pensare e agire nei confronti di persone così speciali diventi una sorta di “virus” e “contagi” mille altri professionisti del settore.

    Ciò che apprezzo particolarmente di te, oltre la professionalità, è il tuo agire con il cuore. Sempre.

    Grazie!

    RT

  • deri daniele Posted 19 Maggio 2016 00:06

    Mio figlio a 3 anni e’ stato diagnosticato autistico dalla usl di genova ed e’ stat confermata questa tesi dall’ospedale Gaslini di genova poi ora lui ha 10 anni e gli e’ stata diegnosticata la sindrome di tourette e segue unpercorso comportamentale educativo da una psicologa di genova e si vedono i risultati.a mio figlio hanno in precedenza sbagliato diagnosi e chissa quanti bimbi sono nelle sue stesse condizioni.genitori non vi fermate di fronte una diagnosi perché purtroppo danno delle diagnosi troppo affrettate e spesso sbagliate……

    • Roberto P. Tartaglia Posted 19 Maggio 2016 09:56

      Grazie per la tua testimonianza, Daniele!
      Mai arrendersi. Ragionate sempre con spirito critico.

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