La sindrome di Tourette al cinema, tra film e realtà
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La Sindrome di Tourette al cinema, tra film e realtà

 

Approfondimenti esterni

 

Vogliamo affrontare il discorso “Sindrome di Tourette al cinema”? Ma sì, dài! In fondo è un tema molto caldo che vale la pena discutere.

Da molti anni, prima negli USA, ora anche da noi, il cinema si interessa alla Sindrome di Tourette. Peccato che lo faccia in maniera superficiale e sommaria.

Come ripeto spesso, la cattiva informazione è peggio della mancata informazione.

Un esempio di chiamata in causa della Tourette nelle pellicole cinematografiche è il film made in Italy “Niente può fermarci”, di Luigi Cecinelli.

Non voglio assolutamente entrare nel merito della critica cinematografica, non è mia cura, anche perché ne è già pieno il Web di commenti in proposito (sia positivi, che negativi). Io vorrei solo aprire una parentesi su come, in questo film, venga menzionata la Tourette.

Come già accaduto in passato, specie nelle commedie, anche in questo caso, il personaggio del film che ha la Sindrome di Tourette porta come unici sintomi qualche tic e la stra-citata e, ormai, stra-nota coprolalia, l’istinto irrefrenabile di dire parolacce.

Io capisco che, per una commedia, sia esilarante (anche se scontato) inserire la coprolalia qui e là, ma la Tourette non è questo! Anzi, solo una minima parte di noi tourettici ha anche la coprolalia. Quindi, il sintomo non rappresenta la Sindrome. E nemmeno il genere di tic imitati dall’attore lo fanno.

In un’intervista che ho letto di recente, l’attore (Vincenzo Alfieri) ha dichiarato: “[per prepararmi] Ho letto tanto sull’argomento e visto parecchi video su Youtube: è stato un lungo lavoro di ricerca”. Il problema è che Youtube è pienissimo di video falsi e che non basta leggere molto, per capire la Tourette. Forse sarebbe stato meglio essere affiancato da un tourettico, o interpellare qualche professionista di settore, come i tecnici della Onlus “Associazione Sindrome di Tourette – Siamo In Tanti“. Ma non sono un attore e non voglio prendermi la libertà di dire ad altri come fare il loro mestiere. Era solo un mio sfogo personale.

Torniamo al film in sé.

Capisco che si tratti di una commedia ma, sin dall’uscita, lo staff si è premurato di specificare che il film vuole essere anche di insegnamento su diversi aspetti delle relazioni sociali e far passare (giustamente) i protagonisti con problemi, come “speciali” e non come “diversi”.

Iniziativa lodevole! Peccato si sia persa con il mancato approfondimento della questione.

La Tourette non è una favoletta, e non è nemmeno identificata nella coprolalia. Se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno una malattia mentale, come è definita, invece, in alcuni contesti di presentazione/recensione.

Non voglio dire che il film dovrebbe trasformarsi in un documentario scientifico, per essere nel giusto, ma non mi piace che venga presentato come una commedia che si prefigge d’andare a toccare anche temi sociali, per poi scoprire che nulla (e dico nulla) del mostrato ha a che vedere con la realtà di un tourettico.

Ma questo non è l’unico film che tratta il tema “Tourette”. Per fortuna ce ne sono alcuni che hanno scelto di approfondire la questione in modo serio. Tra tutti, voglio ricordare i migliori, per me:

The tic code

La mia fedele compagna

Niagara Niagara

Phoebe in Wonderland

Viaggio verso la libertà

 

Ad ogni modo, il cinema tende spesso a fare di questi errori. E non solo con la Tourette.

Il sintomo più gettonato, specie fra i thriller, è la perdita di memoria. Se ne sono dette di cotte e di crude su questo fenomeno (nel cinema e in letteratura). Fino a far credere al pubblico che, se si riceve una botta in testa e si perde la memoria, il modo migliore per riacquistarla è ricevere un’altra botta.

La realtà, invece, è che, se qualcuno riceve una botta in testa e perde la memoria, il modo migliore per ucciderlo è proprio quello di dargli un’altra botta. Queste amnesie, infatti, nella maggior parte dei casi, sono causate da un accumulo di liquido nel cervello. E un secondo trauma potrebbe creare effetti spaventosi (anche la morte).

Per questo motivo dico che, anche se si tratta di commedie o thriller, vale la pena fornire una corretta informazione, al pubblico, in merito ai temi trattati. Con le informazioni errate fornite si possono creare inattese e preoccupanti reazioni a catena.

E anche la schizofrenia o il disturbo dissociativo dell’identità hanno il loro bel da fare, nel cinema. Sono temi che risvegliano le fantasie di sceneggiatori e registi. Ma occorre sempre documentarsi per bene.

Ron Howard, ad esempio, ha fatto un ottimo lavoro con “A beautiful mind”, per la schizofrenia, e anche Christopher Nolan con “Memento” ha dato vita a un thriller molto ben documentato su un disturbo assolutamente particolare, come l’amnesia anterograda.

Ho riportato questi esempi per fare capire che si possono creare ottimi film anche (anzi, soprattutto, direi) documentandosi per bene, prima di iniziare a girare.

Tutto qui, questo è più uno sfogo personale che un vero e proprio post. Ma sentivo il dovere di scriverlo e pubblicarlo.

6 Commenti

  • manuela Posted 25 Luglio 2013 14:46

    Ciao Roberto…è proprio vero quel che dici sai?Se qualcuno vuole conoscere veramente questa sindrome,nn può soffermarsi solo a quello che vede al cinema,io personalmente ho visto solo :La mia fedele compagna come film che parla della sindrome di Tourette,molto bello, commovente .Comunque solo chi vive in prima persona questa sindrome può realmente capire di cosa si tratta.Ciaooooooo!!!!

    • Roberto P. Tartaglia Posted 25 Luglio 2013 16:45

      Sì, Manuela. Quello che dici è verissimo.
      E col cinema (ma anche la letteratura) si dovrebbe riuscire a fornire una versione quanto più vicina possibile alla realtà dei fatti.
      Ammesso che lo scopo sia dichiaratamente e realmente quello di informare e/o sensibilizzare, ovvio.

      RT

  • GFM Posted 26 Luglio 2013 18:46

    Siamo circondati da queste rappresentazioni fuorvianti della sindrome, che la ridicolizzano: sindrome della parolaccia, sindrome del cervello sbraitante e cazzate di questo genere. Nel cinema, nella pubblicistica e finanche nelle rappresentazioni mediche.
    Come stupirsi se tanti tourettici si nascondono?
    Abbiamo un compito grande Roberto, ce la faremo?
    Sul film c’é anche una discussione sul forum di AST-sit, mi piacerebbe che tu postassi lì una copia del tuo “sfogo”. Ciao a tutti

    • Roberto P. Tartaglia Posted 26 Luglio 2013 20:02

      Domanda retorica…certo che ce la faremo! 🙂
      Nessuno sa essere testardo come un tourettico che si mette in testa di raggiungere un obiettivo, lo sai.
      Pensa a un gruppo di tourettici che lavorano in sincronia…
      Vado immediatamente sul sito, la discussione me la sono persa, ma rimedio subito.

      RT

  • francesca emma cls Posted 1 Dicembre 2013 13:09

    Non so se ridere o piangere…Ho visto recentemente la mia fedele compagna.E’ un bel film,ma sinceramente l’attore adulto che interpreta il protagonista non mi convince per niente nel rappresentare un tourettico.E’ molto più bravo il bambino.Come al solito,i tic li sanno imitare meglio i bambini :°°°D

    • Roberto P. Tartaglia Posted 1 Dicembre 2013 14:58

      Eh sì, commovente ma non fatto benissimo.
      Ciò che meno mi piace è il fatto che faccia passare la vita con la Tourette come una favoletta.
      Noi tourettici, invece, sappiamo bene che non è così…

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