Homeschooling: cos’è la scuola parentale e come apprendere al meglio
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Homeschooling: cos’è la scuola parentale e come apprendere al meglio

Parliamo di homeschooling, la scuola parentale alternativa alla scuola tradizionale, e di metodi di insegnamento e apprendimento efficaci.

Perché ne parliamo? Perché questo sito tratta anche di cultura, non solo di gialli e thriller. Anzi, vuole associare la letteratura di genere giallo e thriller allo sviluppo culturale.

Per troppi anni, questi generi sono stati trattati come di serie B, ma non lo sono affatto. E questo articolo parte proprio dalla pubblicazione e diffusione del mio thriller per ragazziOps…“, che ha dato anche vita a un progetto dedicato a scuole e homeschooling.

 

Da dove parte la mia riflessione sulla scuola parentale?

Prima di trattare l’argomento, partiamo da un punto importante: homeschooling e scuola tradizionale non sono nemici, non sono in conflitto. Abbandoniamo per un po’ il solito pensiero dicotomico che ci fa pensare “o con me, o contro di me”. Apriamo la mente e focalizziamoci su ciò che più ci interessa: la cultura e lo sviluppo dei più giovani.

In questo modo potremo affrontare l’argomento con mente aperta, prendendo il meglio da tutto.

Detto ciò, torniamo a noi…

Dopo la pubblicazione di “Ops…”, ho iniziato a fare presentazioni nelle scuole e il libro ha subito avuto un grande successo. Diversi insegnanti lo hanno scelto e i giovani studenti lo hanno amato da subito. Il libro parla di bullismo, redenzione, amicizia e integrazione delle diversità.

Questo “successo” mi ha spinto a pubblicizzare il libro anche in altri ambienti, e l’homeschooling è stato uno di questi. Anche qui ha riscontrato un buon successo, perché è stato adottato come “libro di testo” da diverse famiglie. Ed è da questa esperienza che nascono le mie riflessioni sulla scuola parentale, quella tradizionale e sulle varie potenzialità.

 

L’homeschooling e la mia esperienza personale

Non dovendo sottostare a regole editoriali, burocratiche e amministrative, la homeschooling, se fatta bene, può essere molto istruttiva.

Io non sono mai stato un grande amante della scuola tradizionale. Forse per colpa della mia Sindrome di Tourette, forse del mio carattere. Chissà poi dove si trovi il confine tra le due cose… Comunque, ero sempre sulla media del 7, o del 7 1/2, ma non ho mai seguito con passione le lezioni.

Eppure io adoro studiare, è una delle attività che mi dà più soddisfazione. Non posso essere considerato “svogliato”. Solo crescendo, però, ho capito che era il metodo di insegnamento a fare la differenza. Ho incontrato insegnanti molto bravi, sulla mia strada, ma erano comunque costretti a seguire metodi “classici”, che non mi sono mai piaciuti.

Non mi sono piaciuti i metodi di studio estremamente nozionistici e non mi è mai piaciuta la “strategia della tensione” attuata da alcuni insegnanti. Compiti in classe a sorpresa, interrogazioni improvvise, montagne di compiti a casa e in vacanza… con una vita privata, un’infanzia e una socialità da ritagliare negli spazi liberi.

Questo è il motivo che mi ha spinto, anni dopo, anche ad abbandonare le università italiane e a laurearmi alla University of the People della California. I metodi di insegnamento erano totalmente diversi, “controcorrente” li potremmo definire.

I nostri lavori non venivano sottoposti solo ai professori, ma anche alla valutazione di almeno 3 diversi studenti in anonimo, per esempio. Altri lavori, invece, venivano discussi in modo corale all’interno di specifici forum. E lo studio della teoria era sempre unito all’applicazione pratica, ogni settimana.

Questo ci ha permesso di sviluppare anche le cosiddette soft skills, tanto utili nel mondo del lavoro: empatia, leadership, capacità di dare e ricevere feedback, collaborazione, pensiero critico e così via.

Ti racconto tutto questo per mostrarti il percorso che mi ha portato verso una rivalutazione dei metodi di insegnamento, e la preferenza di alcuni rispetto ad altri.

 

L’homeschooling e le altre scuole “alternative”

Complici anche i tagli all’istruzione e riforme non proprio geniali degli ultimi anni, la scuola italiana è vista da alcune persone come un ostacolo alla crescita, più che come un vòlano. Ed è un peccato. Perché abbiamo molti insegnanti e dirigenti in gamba, in Italia, empatici e molto preparati.

Ma questo non basta, se poi non si mette mano al sistema scolastico in sé, ammodernandolo.

Ed ecco perché sempre più italiani decidono di studiare (o di far studiare i propri figli) in scuole alternative alle tradizionali.

E non è la moda dell’anno. Già da tempo funziona così. Basti pensare che, nel 2010, erano già più di 50mila gli studenti “alternativi”.

Ma quali sono queste alternative?

Ce ne sono molte. Si va dalle scuole che fanno capo al metodo Montessori, passando per quelle eredità di Steiner, per arrivare a famiglie organizzate a tal punto da creare istituti autogestiti e autofinanziati, finendo con la homeschooling, appunto.

E qual è la migliore?

Dipende, dipende da ciò che si cerca. Di solito, chi si affida a questo tipo di istruzione vuole avere, o dare ai propri figli, un’istruzione completa in perfetta serenità. Un luogo in cui non vi sia solo una crescita culturale, ma anche un armonico sviluppo personale, psicologico, emotivo.

E torniamo alla mia esperienza personale nell’università. Ma da piccoli ha ancora più valore!

In queste scuole si dà credito all’arte, allo sport e a tutto ciò che, come detto prima, garantisca uno sviluppo armonico e sereno dello studente.

La domanda più frequente, di chi si avvicina a questi nuovi universi, è: se scelgo l’homeschooling, o le scuole autogestite, poi lo Stato riconosce gli anni di studio? Certo che sì, tanto che è possibile effettuare dei regolari Esami di Stato, insieme agli studenti delle scuole “tradizionali”. Ecco tutte le specifiche normative.

 

L’homeschooling e i metodi di studio più funzionali

Visto questo, e nella speranza di inviare alla politica qualche suggerimento per riforme innovative del sistema scolastico, vediamo quali sono i metodi di studio che funzionano meglio, permettendo un miglior apprendimento.

In uno studio scientifico revisionale di qualche tempo fa, sono stati presi in considerazione oltre 700 articoli scientifici dedicati a 10 comuni tecniche di studio, con lo scopo di verificare quali siano i migliori metodi di insegnamento e le migliori tecniche di apprendimento.

 

NUMERO 1

Ne è risultato che il miglior metodo di studio, per assimilare le informazioni sia l’interrogazione di riepilogo.

Non si tratta delle interrogazioni in classe, quelle degli insegnanti, ma di ripassi fatti per conto proprio, fuori dalle sedi scolastiche.

Come si ripassa? Attraverso schede di domande, o materiale multimediale. Le schede spesso sono riportate nelle appendici di alcuni libri, o le possiamo creare da noi, basta solo un po’ di fantasia. O ancora, possiamo cercare domande già pronte sul web.

Per quanto riguarda il materiale multimediale, Youtube ci offre già un’infinità di video interessanti. E poi ci sono i siti con podcast, o ancora siti di file sharing con presentazioni grafiche, come Slideshare. Viviamo in un’epoca fantastica, da questo punto di vista.

Autointerrogarsi, dunque, pare essere il metodo di studio migliore, per assimilare in breve tempo concetti anche complessi.

 

NUMERO 2

Al secondo posto troviamo la “pratica distribuita“.

In cosa consiste? Semplicemente nel distribuire lo studio nel tempo.

Le ricerche scientifiche, infatti, hanno verificato che studiare (e ristudiare anche le stesse cose), distribuendo l’attività nel tempo, aiuta a migliorare l’apprendimento.

Come dicevano i latini: repetita iuvant. E questo metodo sfrutta proprio questa capacità del nostro cervello: tornare sugli stessi argomenti radica in noi gli insegnamenti.

Come detto, possiamo decidere di studiare le stesse cose e nello stesso modo, o anche di studiare gli stessi concetti, ma sotto diversi punti di vista, o anche spezzettare gli argomenti di studio in “frammenti” più piccoli e studiarli in giorni diversi, collegando tra loro gli aspetti chiave.

Sta noi decidere, non ci sono limiti. La vita e il mondo sono un grande luna park!

 

NUMERO 3

Al terzo posto: interrogazione con elaborazione.

Consiste nello spingere gli studenti a rispondere ad alcuni “perché”. Questa pratica porta la nostra mente a creare inferenze e collegamenti, a fornire spiegazioni e a interiorizzare i concetti.

Anche in questo caso, il materiale sul web ci può aiutare. Perché Atene e Sparta erano in competizione? Perché le piante sono verdi? Perché si dice “alla rinfusa”? Sono tanti i “perché” che lo studente può porsi. Ognuno di essi è un’occasione per approfondire temi studiati, o da studiare.

E questi “perché” possono anche essere elicitati a dovere, con lo stimolo di insegnanti e genitori, specie tra i più piccolini. Per spingere gli studenti ad aprire la mente, per insegnare loro a mantenerla sempre aperta e vigile.

Questo è uno degli obiettivi che si pone anche il mio romanzo “Ops…”.

 

BONUS

Piccola aggiunta personale.

Io trovo molto efficace anche il ripetere ciò che ho studiato come se dovessi spiegarlo al pubblico di un convegno, o come se mi trovassi in un talk show e dovessi esporre quei concetti. Una sorta di interrogazione di riepilogo modificata, insomma.

 

ULTIMI POSTI

E chi c’è agli ultimi posti? Proprio i metodi più utilizzati, come le sottolineature e le abbuffate di studio i giorni prima dell’esame.

Capito? E non lo dico io, ma professionisti che hanno condotto studi mirati e comprovati.

 

Conclusione sulla scuola parentale

Come hai visto, insomma, l’homeschooling (così come altri metodi di studio “alternativi) offre la possibilità di fornire ai ragazzi un insegnamento più olistico, a 360°, non focalizzato sul solo nozionismo. Non ci sono vincoli, tutto ciò che può tornare utile viene utilizzato.

In fondo, questi metodi non sono in contrapposizione alla scuola pubblica: la integrano alla perfezione! Ecco perché mi farebbe molto piacere vederli applicati anche nelle scuole “tradizionali”, in un’onda di innovazione.

Nel “fai da te”, però, attenzione a 2 cose:

  1. affidati sempre a insegnanti preparati, professionali e seri
  2. affidati a metodi di insegnamento con validazione scientifica

Non si improvvisa nulla, nella vita e nemmeno nello studio.

La crescita culturale, emotiva e cognitiva dei più giovani è nelle nostre mani. Abbiamo la possibilità di creare una nuova onda culturale in grado di migliorare il mondo e il futuro di tutte le specie viventi. Per questo motivo dobbiamo impegnarci al massimo e fare del nostro meglio, per aiutare coloro che saranno gli adulti di domani.

Io faccio la mia piccola parte da anni, con incontri culturali nelle scuole su temi come l’integrazione sociale, la tutela ambientale, la lettura, e con i miei libri per ragazzi, come “Ops…”.

Spero di riuscire a fare ancora meglio e su una scala ancora più ampia. Uniamo le forze e ce la faremo!

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