Cosa mi ha insegnato la Tourette: demolire la voglia del tutto e subito
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Cosa mi ha insegnato la Tourette: demolire la voglia del tutto e subito

 

Ecco un’altro insegnamento che mi ha donato la Sindrome di Tourette. Ma iniziamo con una favoletta, oggi.

Certamente anche tu conosci la storia di Pinocchio, giusto? Bene, allora dimmi: cos’è che ha spinto Pinocchio a credere che, sotto l’albero, i suoi zecchini d’oro sarebbero stati moltiplicati?

“L’avidità”, stai pensando. Ed è corretto. Ma non solo quello.

È stata soprattutto la speranza che al mondo esistano soluzioni miracolose, in grado di risolvere tutto e subito. Pensaci, ci caschiamo ogni giorno: l’attrezzo che sviluppa tutti i muscoli contemporaneamente, la crema che fa sparire la pancia in una notte, la lozione che fa ricrescere subito i capelli, la medicina perfetta che toglie tutti i mali.

Giusto?

E oggi ti parlo proprio di questo. Di uno dei mille insegnamenti che mi ha dato la Sindrome di Tourette. Forse ti sembrerà scontato, quello che sto per dire, ma non sempre lo è: le conquiste più importanti vanno sudate.

Viviamo in una società dove regna la velocità. Velocità di connessione, velocità di informazione, real time, velocità di spostamento. Quante volte, ogni giorno, sentiamo parlare di queste cose? La velocità caratterizza la nostra vita.

E la caratterizza talmente tanto che ci spinge verso una realtà anomala e innaturale che, da un lato ci impedisce di godere appieno dei singoli momenti, perché stiamo già pianificando il futuro o pensando ad altri impegni, dall’altro ci illude di poter ottenere tutto e subito.

L’avanzare della tecnologia e della medicina, infatti, ci ha risolto moli problemi, ci ha dato testimonianza del fatto che tutto può essere risolto con un click… o una pasticca. Ma non è un principio universale.

Una pasticca, dicevo. Già… una pasticca. Perché tutto parte dalla mia esperienza con la Sindrome di Tourette, ovviamente.

E la mia esperienza dice che, a discapito di quanto si affermi, la Tourette può essere “curata” in maniera del tutto naturale (o con l’aggiunta di leggere dosi di farmaci, in alcuni casi). Ma bisogna faticare.

Faticare, sì! Ed eccoci arrivati al punto.

Io avrei potuto decidere di cercare spasmodicamente la “pillola perfetta”, quella in grado di spegnere l’interruttore che aziona la Tourette.  E per un periodo l’ho anche fatto, ahimè. Appena visti i pessimi risultati, però, ho scelto di smettere. Ho scelto di tenermi i tic, anziché mettere a repentaglio la mia salute.

Se avessi continuato a prendere farmaci, infatti, oltreché rovinarmi la salute (stomaco in fiamme, fegato a pezzi, analisi del sangue sballate, capacità mentali ridotte), mi sarei dannato l’anima in maniera ossessiva pur di trovare la “pillola perfetta”. Senza mai trovarla, come ovvio che sia.

Per fortuna, però, non l’ho fatto. Questo perché, sia gli insegnamenti della mia famiglia, che quelli della vita, mi hanno fatto capire che le conquiste vanno sudate, guadagnate, desiderate. Che non esiste la “pillola perfetta”.

E nella mia vita ho dovuto conquistarne diversi traguardi. Traguardi speciali come la medaglia d’oro intercontinentale di kung fu, ma anche traguardi che, per molti, rappresentano la normalità, come l’accettazione sociale, il relax e, addirittura, l’appetito e il sonno.

Così, ho imparato ad apprezzare il gusto della conquista. Ho imparato a capire che non esistono sconfitte, ma solo tentativi che, seppur non andati a buon fine, comunque hanno insegnato qualcosa.

Un discorso, il mio, che può sembrare assurdo, per qualcuno. Sì, perché va in pieno contrasto con quella che sembra essere diventata oggi una vera e propria filosofia di vita. Ecco alcuni esempi presi dalla cronaca e dalla realtà quotidiana:

  • Voglio i soldi a palate? Spaccio droga, ricatto con le foto o mi prostituisco (magari con qualche persona facoltosa che mi mantiene).
  • Voglio essere accettato in un determinato circolo? Inizio a pensare e comportarmi come gli altri, sottometto la mia libertà di pensiero alla necessità di integrarmi in un gruppo (magari per conseguire una scalata professionale, sociale o economica).
  • Voglio fama? Vado in palestra, faccio il fisico e partecipo a un reality show.
  • Voglio diventare uno scrittore famoso? Scrivo la prima cosa che capita e poi compro le copie del mio libro, ingannando il mercato.
  • Voglio curare la mia Tourette? Cerco la “pillola perfetta”, così, in poco tempo e senza fatica, risolvo tutto.

Ma la “pillola perfetta” non esiste, il reality è un fuoco di paglia, lo spaccio, il ricatto e la prostituzione sono illegali, ingannare il mercato e i lettori è scorretto e vergognoso, sottomettere la propria libertà di pensiero è umiliante e ridicolo. Sono scorciatoie che, pur di regalarci l’illusione del tutto e subito, azzittiscono la nostra coscienza, anestetizzano la nostra ragione, chiudono il nostro cuore.

Spero, con questa testimonianza, di aver portato umilmente un po’ di luce su un argomento buio e sottovalutato del nostro tempo.

Il discorso è complesso e può far male, a qualcuno. Ma è così.

Riprendiamoci i nostri tempi, riappropriamoci dei nostri valori e iniziamo a combattere per ciò in cui crediamo. Magari soffrendo, ma senza sotterfugi e inganni.

8 Commenti

  • Jivan Posted 20 Marzo 2013 16:24

    Bell’articolo. Mi piace il tema. Aggiungerei che forse bisogna godersi il viaggio, alle volte è anche bello sudare…senza farsi male, ma solo facendo respirare i pori della pelle… La differenza tra muovere il corpo per piacere e muoverlo per arrivare a conquistare una performance.

  • Roberto P. Tartaglia Posted 20 Marzo 2013 21:16

    Bella, Jivan!
    Davvero bella quest’immagine che ci hai regalato.

    E mi trovi pienamente d’accordo. Per me, sudare, si è rivelato un pretesto per affrontare un meraviglioso viaggio interiore che, altrimenti, non avrei mai intrapreso.

    Un viaggio tutt’ora in corso e che, sono certo, mi accompagnerà sino alla fine dei miei giorni.

    RT

  • Cheyenne Posted 23 Marzo 2013 19:13

    Quello che scrivi e’ pane per chi ha fame di vivere, sono un dodicenne e da dieci anni vivo con la tourette.i primi anni per mia mamma sono stati pazzeschi…nessuno capiva un cavolo di niente, mentre io soffrivo da impazzire lei studiava studiava e cercava di capire,e senza alcun aiuto scopri’ di cosa soffrivo, e la forza di cui avevo bisogno me la data sempre lei, dicendomi che dentro di me c’era un’anima straordinaria,che se cercavo di conoscerla e diventargli amico e poi amarla avrei potuto vivere felicemente sentendomi speciale,perche’ tutta la mia sofferenza e ora consapevolezza sarebbe stato come avere quattro occhi.ora guardo di piu’,vedo di piu’ sento di piu’ posso di piu’ cerco di piu’ ….io tutto di piu’ col cuore.grazie Roberto che con i tuoi msg e libri fai capire che essere touretteci e’ essere speciali dentro.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 24 Marzo 2013 10:33

      Che belle parole! Grazie a te per la tua testimonianza.

      Nonostante la tua tenera età, hai una profondità d’animo eccezionale.
      E tua mamma è una persona eccezionale.

      Questo è lo spirito giusto per avere il massimo e dare il massimo.
      Non posso far altro che inviarti i miei complimenti!

      Sei un esempio per molti ragazzi e bambini tourettici. Bravo!

      RT

  • Paola Posted 27 Marzo 2013 14:04

    Grazie Roberto.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 27 Marzo 2013 14:13

      Speriamo che questo tipo di mentalità cambi, Paola.

      RT

  • Katiuscia Posted 24 Luglio 2014 15:58

    Sempre a bersaglio Roby! Nulla da aggiungere a questo bellissimo articolo, ricco di spunti per chi ha voglia di coglierli, perché poi il punto e’ sempre lo stesso: ci vuole consapevolezza per arrivare a ciò che hai scritto! Bisogna sbatterci il muso una e forse anche più volte contro il muro della ricerca del tutto e subito per capire che la vita non va così… Che i traguardi vanno gustati nella loro fatica perché se no parliamo di routine! 39 anni suonati caro Roberto e questo messaggio lo sto capendo adesso…ora devo però anche metterlo in pratica, ma sono sulla strada giusta… Lo sento! Grazie

    • Roberto P. Tartaglia Posted 24 Luglio 2014 17:15

      Grazie, Katy!
      E poi, sei fortunata: hai l’intelligenza e la perseveranza giuste per poterci riuscire.
      Un passo in più rispetto a molti che vivono tanto per vivere…

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