Abbellimenti, tra musica e scrittura

Abbellimenti, tra musica e scrittura

 

Questo è un breve post estivo, tra il polemico e il propositivo. È da tempo, infatti, che mi frulla in testa una domanda insolita: perché non inserire, anche nella scrittura, degli abbellimenti, come in musica?

Per chi non avesse studiato musica, gli abbellimenti sono, come dice Wikipedia, degli inserimenti “nella linea melodica di una o più note la cui funzione non sia strutturale bensì ornamentale e/o espressiva”. L’abbellimento è “per lo più indicato mediante note più piccole rispetto a quelle facenti parte di un brano o ponendo dei simboli sopra la nota reale alla quale si appoggiano”.

Gli abbellimenti, infatti, vengono espressi, in musica, con dei simboli ben precisi che vengono inseriti al di sopra delle note musicali da abbellire.

E la domanda è: perché non fare altrettanto con la scrittura?

Mi sono reso conto di questa necessità nei momenti in cui, leggendo una frase molto articolata, ho scoperto solo alla fine che si trattava di un’interrogativa, o di un’esclamativa. E me ne sono reso conto anche in tutti quei casi in cui, scorrendo un virgolettato, non sono riuscito a farmi un’idea di come quelle frasi dovessero essere interpretate.

Allora mi sono messo su Photoshop e ho buttato giù qualche schizzo, che riporto di seguito. Ho dovuto farlo con Photoshop perché, ovviamente, con Word (o altri software di videoscrittura) non è possibile, ad oggi, inserire questo tipo di caratteri. Perché non esistono.

Nuovi_simboli_punteggiatura

Ma sono solo un esempio. Se ne potrebbero creare molti altri. E alcuni vengono già utilizzati in altre lingue. Come il punto interrogativo rovesciato a inizio frase, usato in Spagna. O l’interrogativo rovesciato. Non sarebbe più pratico sapere dall’inizio se quella frase che stiamo per leggere va interpretata come interrogativa o come esclamativa?

Un esempio pratico, tratto da una traduzione italiana del romanzo “Misery“, di Stephen King. Risulta difficile, sin dall’inizio, capire se si tratta di affermativa o interrogativa:

 

“E anche se matta, era poi così diversa nel valutare il suo lavoro dalle centinaia di migliaia di altri lettori sparsi in tutta la nazione, al novanta per cento lettrici, che nemmeno stavano nella pelle in attesa del prossimo episodio di cinquecento pagine della vita turbolenta della trovatella ascesa a sposa di un pari del regno”

 

Affermativa o interrogativa? Ha senso in tutti e due i casi, giusto? Bisogna arrivare alla fine e spiare il punto, per capirne l’intonazione e il senso. Comunque, è un’interrogativa.

Non sarebbe più comodo, inserendo questi simboli, molti dei quali sopra una frase (soprattutto in  dialoghi e virgolettati), capire subito se, chi sta parlando o narrando, ha intenzione di urlare, sussurrare, scandire le sillabe, domandare o altro?

Per come la vedo io, sarebbe un interessante arricchimento del testo.

Tu che ne dici?

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