Il Romics e il potere dei fumetti

Il Romics e il potere dei fumetti

 

Un giorno arrivarono gli uomini grigi e ci dissero: “La smetti di leggere fumetti? Sei un adulto, ormai!”

Un altro giorno arrivarono gli uomini colorati e ci dissero: “Io non voglio smettere! Non farlo neppure tu!”

Questi uomini avevano un nome. Quelli grigi no. Erano anonimi. Gli uomini colorati si chiamavano Go Nagai, William Simpson, Gabriele Mainetti, Claudio Santamaria e Vince Tempera.

Due di loro hanno diretto e interpretato un film campione d’incassi basato su un fumetto poi divenuto cartone ed entrato di diritto nella mitologia moderna, creato da un altro di loro e musicato, in Italia da un altro ancora di loro. Anche questo capolavoro aveva un nome: Jeeg Robot. L’uomo colorato non ancora menzionato era, invece, lo sceneggiatore di una serie tv che ha conquistato i cuori di mezzo mondo: Games of Thrones.

“Cosa?” dissero, allora, gli uomini grigi. “Quindi, robaccia per ragazzi!”

No, non direi proprio! Anzi…ci regalano molti più spunti di riflessione ed emozioni questo film, questa serie tv e questi fumetti che tanti finti “capolavori” che ritraggono la solita Italia dell’ormai sorpassato trio prete-maresciallo-sindaco, miei cari uomini grigi!

Eh sì, il 10 aprile scorso sono stato al Romics (evento nazionale, che si tiene a Roma, interamente dedicato al mondo dei fumetti) e ho avuto la fortuna di trovarmi a pochi passi da un mito vivente: Go Nagai. Chi è? È l’ideatore, tra le altre cose, di Goldrake, Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Devilman e, appunto, Jeeg Robot.

Sul palco, insieme a lui, Mainetti e Claudio Santamaria, rispettivamente regista e protagonista del film “Lo chiavamano Jeeg Robot”. Non solo, c’era anche il maestro Vince Tempera, autore della sigla italiana anche del cartone di Jeeg.

“Ci stai dicendo che fumetti, cartoni animati, film e musica si fondono e creano capolavori? Ma falla finita e fai il serio, sii adulto!”

Ecco…appunto…poveri uomini grigi! Se, come me, anche voi aveste visto quanta gente sorridente camminava tra gli stand e gli eventi del Romics, l’altro giorno, avreste ripreso a sorridere e leggere fumetti.

Ma viviamo immersi in una cultura che esalta l’istituzionalità e la professionalità, etichettando come “inutile” tutto ciò che è riconducibile al divertimento. Tutto ciò che è colore, sorriso, relax e informalità viene deriso da coloro che si ritengono “adulti”, “seri”, “professionali” e che hanno ruoli di tutto rilievo, come ovvio, in un simile scenario. Ecco perché, quando si diventa “grandi”, ci si veste di tutto punto, con tonalità di grigio, nero, bianco o azzurro, si ride poco, si dà del Lei a chiunque e non si leggono più fumetti! Sono loro: gli uomini grigi.

Se non hai ancora ben presente chi siano, ti basta aprire un qualsiasi quotidiano. Ne troverai sicuramente qualcuno in prima pagina sotto il titolo “Indagato”. Sì, è una provocazione bella e buona. Ma necessaria, per far passare il mio messaggio: non lasciar mai morire il bambino che è in te! Non diventare mai un uomo grigio, non farti contagiare!

Sono ormai numerosi gli studi che hanno dimostrato i benefici (personali e sociali) del restare un po’ ragazzi, del continuare a sognare, dell’alimentare la fantasia, del dar voce alle nostre emozioni. È stato anche dimostrato che le persone più violente e con comportamenti antisociali (come il classico “raptus” della cronaca nera) non sono quelle che vivono intensamente le loro emozioni, ma quelle che non sono in grado di gestire i conflitti. Proprio come spesso fate voi, uomini grigi.

Aprite gli occhi e guardate il mondo intorno a voi. Vi chiede di cambiare!

Io mi sono guardato bene intorno, al Romics, e tutto questo ho letto in quelle bellissime ore. In quelle ore in cui Go Nagai ha ringraziato l’Italia che ha sognato con lui e che continua a volergli bene. In quelle ore in cui William Simpson, lo sceneggiatore della serie tv Game of Thrones, si è commosso per gli applausi. In quelle ore in cui Santamaria e Vince Tempera hanno cantato e suonato una rivisitazione della sigla italiana di Jeeg Robot. In quelle ore in cui, tra un bellissimo cosplay e uno stand di fumetti ho sentito battere il cuore come non mai.

In quelle ore c’era uno stile di vita, una visione del mondo e un flusso di emozioni in grado di cambiare radicalmente il corso della nostra storia moderna. Se solo…

Se solo anche gli uomini grigi avessero il coraggio di tornare a sognare.

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